Stop. Semafori. Dissuasori. Strisce pedonali. Segnali di precedenza. Senso unico. Corsie riservate. Piste ciclabili. Marciapiedi. Zone di sosta. ‘’Tutte queste indicazioni stradali dicono alle macchine: ‘Questo è il tuo spazio, e abbiamo organizzato il tuo comportamento in maniera tale che se segui tutte le regole, niente ti può succedere.’ Invece è un errore.’’ dice Hans Monderman, ingegnere stradale dei Paesi Bassi.
Ma… è possibile per le macchine, le biciclette e i pedoni condividere le strade senza la mediazione dei cartelli stradali? Un esperimento interessante del Signore Monderman ha dimostrato di che è possibile.

L’ingegnere olandese è uno dei leader nella pianificazione stradale che riunisce design urbano, scienza sociale, ingegneria civile e psicologia. L’approccio è radicalmente contro-intuitivo: costruire strade che sembrano pericolose e…invece si rivelarono più sicure!
Cioè?
Praticamente, alle intersezioni si tolgono tutte le indicazioni stradali - strisce, semafori, anche i marciapiedi - e il traffico corre autonomamente… Simile al principio della rotonda, ma senza rotonda…. Ma come è possibile?
Shared Space, lo spazio condiviso così creato favorisce l’interazione fra gli utilizzatori della strada, che devono autoregolarsi. Monderman ha provato che andando a una velocità appropriata, autisti e pedoni sono capaci di creare un contatto oculare e di anticipare il loro atteggiamento reciproco. Questione di intuizione. In diverse città, la strategia di Monderman ha ridotto il numero di incidenti e di lesioni! Per esempio: a West Palm Beach, in Florida, hanno adottato questa strategia di pianificazione stradale. Ne è risultato un traffico più lento, meno incidenti e una media di tempo di percorrenza più bassa.
Non ci credete? Guardate qui la dimostrazione. Potete anche leggere questi articoli divertenti sul New York Times e su Wired.
La strategia del progetto Shared Space è quindi di creare uno spazio sociale che favorisca l’interazione fra gli utilizzatori, migliorando la qualità dello spazio pubblico e di conseguenza nasce un senso di responsabilità comunitaria! Semplice! Ma non necessariamente ovvio…
Shared Space è un’altra prova che esistono diverse maniere di reinventare le nostre città, sfruttando lo spazio urbano in modo creativo e conviviale!









