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Progetto Shared-Space: la strada conviviale e sicura per tutti

lunedì, 23 febbraio 2009

Stop. Semafori. Dissuasori. Strisce pedonali. Segnali di precedenza. Senso unico. Corsie riservate. Piste ciclabili. Marciapiedi. Zone di sosta. ‘’Tutte queste indicazioni stradali dicono alle macchine: ‘Questo è il tuo spazio, e abbiamo organizzato il tuo comportamento in maniera tale che se segui tutte le regole, niente ti può succedere.’ Invece è un errore.’’ dice Hans Monderman, ingegnere stradale dei Paesi Bassi.

Ma… è possibile per le macchine, le biciclette e i pedoni condividere le strade senza la mediazione dei cartelli stradali? Un esperimento interessante del Signore Monderman ha dimostrato di che è possibile.

shared-space-web

L’ingegnere olandese è uno dei leader nella pianificazione stradale che riunisce design urbano, scienza sociale, ingegneria civile e psicologia. L’approccio è radicalmente contro-intuitivo: costruire strade che sembrano pericolose e…invece si rivelarono più sicure!

Cioè?

Praticamente, alle intersezioni si tolgono tutte le indicazioni stradali - strisce, semafori, anche i marciapiedi - e il traffico corre autonomamente… Simile al principio della rotonda, ma senza rotonda…. Ma come è possibile?

Shared Space, lo spazio condiviso così creato favorisce l’interazione fra gli utilizzatori della strada, che devono autoregolarsi. Monderman ha provato che andando a una velocità appropriata, autisti e pedoni sono capaci di creare un contatto oculare e di anticipare il loro atteggiamento reciproco. Questione di intuizione. In diverse città, la strategia di Monderman ha ridotto il numero di incidenti e di lesioni! Per esempio: a West Palm Beach, in Florida, hanno adottato questa strategia di pianificazione stradale. Ne è risultato un traffico più lento, meno incidenti e una media di tempo di percorrenza più bassa.

Non ci credete? Guardate qui la dimostrazione. Potete anche leggere questi articoli divertenti sul New York Times e su Wired.

La strategia del progetto Shared Space è quindi di creare uno spazio sociale che favorisca l’interazione fra gli utilizzatori, migliorando la qualità dello spazio pubblico e di conseguenza nasce un senso di responsabilità comunitaria! Semplice!  Ma non necessariamente ovvio…

Shared Space è un’altra prova che esistono diverse maniere di reinventare le nostre città, sfruttando lo spazio urbano in modo creativo e conviviale!

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