Articoli marcati con tag ‘spazi pubblici’

Città visionarie, città virtuose: Curitiba [seconda puntata]

lunedì, 16 marzo 2009

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Eccoci di nuovo a Curitiba,  città visionaria del Brasile (qui leggete la prima parte). Puntare su innovazione e viabilità non era una sfida facile, ha permesso però alla città di cambiare volto e offrire una qualità di vita migliore ai suoi abitanti.

Il sindaco visionario di Curitiba si è inventato tutto, anche il concetto dell’ ”agopuntura urbana”: l’idea di agire sulla città con piccoli interventi, micro-progetti su nodi precisi della città, punti di pressione in grado di propagare gli effetti positivi sulla communità circonstante!

Il  piano è partito dal recupero di spazi pubblici,  creando delle aree verdi e dando vita al primo esperimento al mondo di  conversione di una strada del centro in area pedonale (di cui la storia è abbastanza divertente!). Per educare i cittadini ad appropriarsi di questi nuova zona pedonale, al sabato mattina l’amministrazione decise di portare un grande rotolo di carta, di   disporlo al centro della strada, invitando tutti i bambini a dipingere.  Fu un successo:  da allora è tradizione che ogni sabato i bambini si ritrovano nel centro di Curitiba per lasciare libero sfogo alla loro creatività!

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Curitiba ha puntato poi  sull’educazione dei suoi cittadini. L’accesso alla cultura era abbastanza limitata all’interno di biblioteche scolastiche poco frequentate.  La grande intuizione fu quella di realizzare una nuova rete di micro spazi diffusi sul territorio con un altissimo impatto visivo e simbolico: il faro diventò simbolo della diffusione della conoscenza. Nacquero così i ”fari del sapere”, torri luminose e colorate alte 15 metri, perfettamente attrezzati all’interno come moderne biblioteche pubbliche, aperte fino alle 10 di sera che offrono l’accesso gratuito a internet.

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Anche una vecchia cava ormai inutilizzata è diventata la sede dell’università libera dell’ambiente, costruita interamente con vecchi pali in legno della luce, dove hanno luogo corsi di formazione ed educazione ambientale mirati per diversi settori della popolazione.

Curitiba, come altre gradi città brasiliane, aveva un problema sanitario da risolvere dentro le favelas che la circondano: i vicoli strettissimi non permettevano ai camion della nettezza urbana di entrare e raccogliere la spazzatura, che continuava ad accumularsi in mezzo alla baracche e ai margini dei canali, con le conseguenze che ci immaginiamo.
L’amministrazione lanciò un programma chiamato ‘’scambio verde”, ancora oggi in vigore. L’idea alla base era semplice: creare dei centri di raccolta in luoghi accessibili vicino a scuole, supermercati e nei centri dei quartieri poveri, dove fossero gli abitanti stessi a portare i rifiuti già separati e pronti per essere riciclati. In cambio l’amministrazione avrebbe offerto gratuitamente un peso equivalente in frutta e verdura fresche derivanti dalle eccendenze di produzione agricola. I risultati sono stati impressionanti:
Costo basso; problema sanitario risolto; spazzatura rimossa, differenziata e riciclata; surplus agricoli valorizzati… E sopratutto, si è riusciti ad integrare e migliorare la dieta delle fascie sociali più povere, con frutta e verdura fresca. Qualità di vita e salute migliore per tutta la popolazione!

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Lerner ha saputo trovare delle soluzioni ingegnose a dei problemi communi di spreco e inquinamento. Ha istaurato il ”Telefono della solidarietà” che permette la raccolta di mobili ed elettrodomestici usati, riparati da apprendisti artigianati, e rivenduti a basso prezzo o anche regalati a famiglie bisognose. Per curare le sue grandi aree verdi senza dovere acquistare trattori e benzina, ha usato delle pecore “municipali”.

Tutto ciò è stato realizzato grazie al coinvolgimento della popolazione, responsabilizzata rispetto ad un problema che la riguardava in modo diretto e alla cui soluzione poteva dare un contribuito determinante!

Diciamo che tante città ‘’sviluppate” avrebbero delle lezioni da trarre dall’esperimento di Curitiba… A quando una Milano, una Barcellona, una Parigi o una Los Angeles ecosostenibile sul modello di Curitiba??

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Recetas Urbanas – Strategie sovversive di occupazione urbana

mercoledì, 11 marzo 2009

Santiago Cirugeda,  è un’architetto spagnolo noto per la sua fantasia nel creare abitazioni e spazi pubblici innovativi. Dal 1996 propone iniziative semi-legali di ristrutturazione urbana chiamate Recetas Urbanas (ricette urbane).  Sfrutta dei ‘’vuoti giuridici’’ tra alcuni leggi per praticare un’architettura autonoma. Ecco alcuni esempi delle sue azioni :

Giocare nella pattumiera
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E’ difficile costruire un parco a Siviglia, ma è molto  facile ottenere un’autorizzazione per istallare un bidone della spazzatura in uno spazio pubblico. Queste strutture possono però trasformarsi e, con un piccolo intervento architettonico, diventare campi da gioco,  sale da flamenco, giganti vasi da fiori o sale da lettura.

Casa insetti

Il comune di Seviglia vuole tagliare i pochi alberi nel quartire  Alameda  per un piano di speculazione urbana?  Santiago Cirugeda studia delle  strutture leggere  che vengono montate sugli alberi a 4,5m del suolo, in grado di ospitare i cittadini che protestano per difendere il verde. Le casette sugli alberi sono dotate di  una protezione contro la polizia, una ventilazione estiva e un magazzinino. Lo scopo è creare il più grande campeggio aereo mai visto: la città degli scoiattoli ! Il progetto di guerilla architettonica permette al cittadino di partecipare attivamente e velocemente per la sua città.
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Ingegnoso il signor Cirugeda ! E generoso anche: mette a disposizione del pubblico tutte le ‘’ricette urbane’’ ed invita i cittadini ad appropriarsene… Tutte le istruzioni disponibili sul sito Recetas Urbanas.
Cuciniamo la città per gustarla meglio!

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Appuntamenti fine settimanali

venerdì, 6 marzo 2009

Vi segnaliamo 2 appuntamenti per questa fine settimana:

booksmap1Città letteraria:

Incontro letterario sulle città viste dai viaggiatori di tutti i tempi: suggestioni fumettistiche, musica e letture.
A La Scighera, domenica 8 marzo, 21.30.


Una bella idea di aggregazione sociale, di condivisione di una passione sportiva e di riappropriazione dello spazio:
La domenica mattina, le strade di Milano centro sono praticamente deserte, a completa disposizione dei più mattinieri. I Podisti da Marte, runners fuori posto, hanno deciso di abbandonare ogni tanto i loro  amati parchi per conquistare il territorio urbano, (per)corribile la domenica senza  problemi e  soste ai semafori.
Ogni seconda domenica del mese, i Podisti da Marte si trovano alle 9.30 in Largo Cairoli - Via Dante per percorrere un giro di 8.5 km nel centro di Milano. Lo scopo – a parte  invadere il centro - è  godersi la città, in modo diverso del solito; nient’altro.
Poche semplici regole:

- non è una gara, devi correre al tuo ritmo e devi divertirti;
- è per tutti, dal tapascione al neofita;
- non c’è alcuna organizzazione preventiva; ci si trova alle 9.30 in Largo Cairoli - Via Dante, e si parte;
- saluta tutti i passanti che incontri;
- tira nel gruppo i podisti che trovi lungo il percorso;
- non essere aggressivo con nessuno (né i passanti, né gli automobilisti).

Quindi: prossimo appuntamento questa domenica, largo Cairoli-Via Dante, 9.30 dell’ 8 marzo (Festa della Donna - tutti con la maglietta giallo mimosa?).

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poesia di strada

giovedì, 26 febbraio 2009

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Avete mai sentito parlare si poesia di strada, poesia d’assalto o del movimento Agire poesia? Perché limitare l’arte delle parole ai libri o alle letture interpretative? Perché non lasciare al cittadino l’occasione di appropriarsi del senso poetico, per farlo suo? Perché non sparpagliare sui muri grigi della città spuntini di bellezza linguistica? Appunto, questo giovane movimento artistico propone e promuove nuove tecniche e contenuti d’una poetica che spezza il confine elitario della poesia e si diffonde liberamente in piazza, nelle strade, tra la gente. Poesia pubblica, poesia spaziale, poesia attiva, poesia cittadina. Nasce proprio dal concetto di strada, dal suo intendersi come luogo di socialità e confronto collettivo.

“il poeta sei tu che leggi” –i.v.a.n.

E così ci interpella il poeta milanese ivan che dal 2003 ricopre i muri della città con le sue poesie, precursore della poesia d’assalto, coinvolgendo il pubblico che la scopre così a caso, sotto casa… Contestato e apprezzato, considerato artista e poeta, agitatore culturale, graffitaro o vandalo, ivan è indiscutibilmente protagonista di punta del crescente movimento street art italiano, nonché fondatore del movimento della poesia di strada. 

‘’Se lo spazio manca è giusto prenderlo’’

Un invito a seminare, a far fiorire le parole negli spazi pubblici per imbellire il nostro quotidiano. Artista eteroclita e con idee sensibili e impegnate, ivan non ha mai abbandonato la dimensione pubblica del far poesia per le vie. La poesia di strada fa sorridere, riflettere, sognare e fantasticare. E’ anche un altro modo per riappropriarsi dello spazio, per protestare contro la monotonia, per avvicinare le persone.

‘’Diverso è un altro modo per dire noi’’

Potete scoprire questo personaggio singolare un po’ dovunque a Milano. Forse avete visto le sue poesie a dicembre in piazza Fontana, o dentro La Rinascente in piazza Duomo? Avete magari colto una delle 1000 barchette di carta che martedì scorso hanno navigato lungo l’Adda, col loro carico poetico… Se no, potete anche cicclare cui per vedere dove è passato, dove ha scritto le sue parole negli ultimi anni. Oppure potete andare a visitare la mostra Poesia Viva, allo Spazio Oberdan fino al 15 marzo.

Poeti di strada… noi, chiunque, tutti!

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Facciamoci 2 risate: Milano Clown Festival @ Isola 26-27-28 febbraio

mercoledì, 25 febbraio 2009

petit-clown-longSiamo tutti d’accordo che c’è bisogno di vivere la città in modo più umano. Però perché non immaginarla in un modo buffo, fantastico, divertente, leggero, favoloso, colorato, sorprendente, teatrale, romantico, clandestino e acrobatico? Smettiamo un momento di prenderci sul serio, tiriamo fuori le nostre scarpe da Pippo e indossiamo un po’ tutti i nasi rossi! Siete abbastanza svelti?

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Inizia domani, all’Isola, il terzo Milano Clown festival, festival degli artisti di strada, del circo e della comicità.  Proprio dove dovrebbe sorgere il nuovo grattacielo di 28 piani del progetto “Garibaldi-Repubblica”, un piccolo e coloratissimo tendone da circo ospiterà grandissimi artisti internazionali. Sarà il momento per tutti i cittadini milanesi di riappropriarsi di un quartiere ancora ad altezza d’uomo.  I clown non si arrendono!!

26-27-28 febbraio: vi aspettano 100 spettacoli in 3 giorni, tutti ad ingresso libero. Eventi speciali ed incontri (interviene Ginevra Sanguigno, collaboratrice del famoso Patch Adams) sul tema della donna clown, e gran finale con il concerto di Tonino Carotone sabato sera.

CriticalCity ci sarà, pronti a scherzare come sempre!  Ci raggiungete?

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Progetto Shared-Space: la strada conviviale e sicura per tutti

lunedì, 23 febbraio 2009

Stop. Semafori. Dissuasori. Strisce pedonali. Segnali di precedenza. Senso unico. Corsie riservate. Piste ciclabili. Marciapiedi. Zone di sosta. ‘’Tutte queste indicazioni stradali dicono alle macchine: ‘Questo è il tuo spazio, e abbiamo organizzato il tuo comportamento in maniera tale che se segui tutte le regole, niente ti può succedere.’ Invece è un errore.’’ dice Hans Monderman, ingegnere stradale dei Paesi Bassi.

Ma… è possibile per le macchine, le biciclette e i pedoni condividere le strade senza la mediazione dei cartelli stradali? Un esperimento interessante del Signore Monderman ha dimostrato di che è possibile.

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L’ingegnere olandese è uno dei leader nella pianificazione stradale che riunisce design urbano, scienza sociale, ingegneria civile e psicologia. L’approccio è radicalmente contro-intuitivo: costruire strade che sembrano pericolose e…invece si rivelarono più sicure!

Cioè?

Praticamente, alle intersezioni si tolgono tutte le indicazioni stradali - strisce, semafori, anche i marciapiedi - e il traffico corre autonomamente… Simile al principio della rotonda, ma senza rotonda…. Ma come è possibile?

Shared Space, lo spazio condiviso così creato favorisce l’interazione fra gli utilizzatori della strada, che devono autoregolarsi. Monderman ha provato che andando a una velocità appropriata, autisti e pedoni sono capaci di creare un contatto oculare e di anticipare il loro atteggiamento reciproco. Questione di intuizione. In diverse città, la strategia di Monderman ha ridotto il numero di incidenti e di lesioni! Per esempio: a West Palm Beach, in Florida, hanno adottato questa strategia di pianificazione stradale. Ne è risultato un traffico più lento, meno incidenti e una media di tempo di percorrenza più bassa.

Non ci credete? Guardate qui la dimostrazione. Potete anche leggere questi articoli divertenti sul New York Times e su Wired.

La strategia del progetto Shared Space è quindi di creare uno spazio sociale che favorisca l’interazione fra gli utilizzatori, migliorando la qualità dello spazio pubblico e di conseguenza nasce un senso di responsabilità comunitaria! Semplice!  Ma non necessariamente ovvio…

Shared Space è un’altra prova che esistono diverse maniere di reinventare le nostre città, sfruttando lo spazio urbano in modo creativo e conviviale!

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Le città senz’auto non sono un’utopia

giovedì, 19 febbraio 2009

Ci sono 76 proprietari di macchine ogni 100 abitanti a Roma.

63 ogni 100 a Milano.

36 ogni 100 a Londra.

E solo 13 ogni 100 a Manhattan (NY)!

Considerando l’alta densità della popolazione nelle città italiane, e quindi lo spazio disponibile ridotto, sarebbe logico voler ridurre il numero di automobili per migliorare la qualità della vita in città. Pensate un po’: in termini di spazio, le 820 mila auto di proprietà dei residenti milanesi addizionati alle 800 mila che arrivano in città ogni giorno occupano una superficie equivalente a 2.250 campi da calcio, sacrificati ironicamente all’immobilismo!!!  Un’auto occupa in media 10mq: per farvi un’idea più concreta, guardate l’inizativa dell’ingeniere austriaco Hermann Knoflacher. Dal 1975, con la sua gehzeug, ovvero ‘’camminamobile’’, occupa da pedone lo stesso spazio di una macchina per illustrare la potenzialità spaziale di zone urbane senza auto e per protestare contro la preminenza dell’automobile nelle città… 

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Tutti noi apprezziamo il verde e la quiete dei parchi e della natura. Perché non trasformare le nostre città in grandi parchi percorsi da piste ciclabili, sentieri e prati? Numerosi sarebbero i vantaggi: aria più pulita, diminuzione dell’inquinamento sonoro, miglioramento della salute, ecc.    

Ci sono tanti esempi di città a basso tasso di motorizzazione che hanno fatto delle scelte in questo senso, riducendo lo spazio di parcheggio per scoraggiare l’uso dell’auto, favorizzando  gli insediamenti densi per ridurre le distanze da percorrere, integrando funzioni residenziali, commerciali, terziarie e ricreative nello stesso quartiere, migliorando i mezzi di trasporto pubblico e mettendo a disposizione servizi di car-sharing, biciclette, vetture e motorini elettrici, ecc. Da Amsterdam ad Amburgo, passando per Dongtan (Cina), Curitiba (Brasile) e Tokyo, cittadini e politici ripensano il loro ambiente. Un tema che approfondiremo nelle prossime settimane…

Nel fratempo, tutta Milano si prepara per l’Expo 2015. Lunedì scorso, CriticalCity ha assistito a un incontro di Legambiente sul tema delle città senz’auto. Hanno fatto la proposta seguente, che risulta essere molto logica quando ci si pensa: ‘’ l’Expo sia un evento a basso tasso di motorizzazione, dove i visitatori si muovano no-cars-piccola2senz’auto e in cui l’area destinata ai padiglioni venga convertita dopo l’evento nel primo nuovo quartiere italiano completamente carfree.’’

Siamo d’accordo: bisogna innovare, bisogna esprimersi e assumersi i propri doveri di cittadini per creare città che siano più sostenibili e più piacevoli da vivere. Perché non approfittare di questa occasione?

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Parcheggi per senzatetto

mercoledì, 18 febbraio 2009

 

empty-parking-lungaLe città sono piene di strutture che non sono utilizzate al pieno delle loro potenzialità, sopratutto di notte. Spazi che rimangono vuoti, abbandonati, silenziosi. E - sempre di notte - paradossalmente c’è gente che vaga per le città, senza un luogo per dormire, senza un tetto sopra la testa.  Perché non provare a far incontrare queste potenzialità inespresse e queste esigenze?

A Boston, negli Stati Uniti, l’Office for Unsolicited Architecture (OUA) ha fatto una proposta molto originale proprio per riconvertire questi spazi spopolati ed accontentare queste persone. Un gruppo di studenti del MIT (Massachussets Institute of Technology) ha cominciato ad utilizzare i grandi parcheggi urbani per offrire accoglienza ai senzatetto con camper e roulotte. Addirittura durante il giorno, i camper vengono spostati in un luogo che serve da indirizzo postale per i loro “residenti”. Il progetto Free ParkInn ridistribuisce così strutture inutilizzate a chi ne ha bisogno, con un sistema flessibile di pieno utilizzo degli spazi urbani. Un bel esempio di riappropriazzione e riconversione degli spazi per l’integrazione! 

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L’OUA è stato fondato nel 2007 di una collaborazione tra studenti del MIT e del Nederlands Architecture Institute.  La “unsolicited architecture” (in italiano “architettura non richiesta”) propone un metodo alternativo di progettazione:

  1. trovare un  nuovo territorio
  2. non pensare a clienti, budget e programmi
  3. concentrarsi sull’oggetto architettonico, il piano di marketing e un piano finanziario
  4. riflettere
  5. agire

 

Procedendo in questo modo si aprono nuove opportunità per integrare l’architettura con progetti concreti e ad alto impatto sociale, come nel caso del Free ParkInn di Boston.  

Per saperne di più: Volume magazine

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