
L’automobile occupa un sacco di spazio in città. Peggio: la città è pianificata PER l’automobile! Rumorosa, grossa, inquinante, veloce, pericolosa, veicoli motorizzati di tutti i tipi popolano le città quasi tanto quanto i cittadini stessi! Invece, non è ovvio per tutti che la macchina debba essere la regina delle strade.
A Montreal hanno trovato un modo molto creativo per chiedere una ‘’riappropriazione’’ delle strade, e quindi di una bella percentuale dello spazio pubblico urbano. L’idea è nata nel 1976 da un gruppo di ciclisti militanti, Le Monde à Bicyclette: ecologisti e sportivi hanno organizzato una manifestazione teatrale in pieno centro-città per denunciare l’impero della macchina. Trent’anni dopo, nel 2006, un nuovo collettivo cittadino su due ruote - il Montréal à Vélo (MAV) - ha ripreso l’idea a supporto della causa pedonale e ciclistica, in occasione del Giorno internazionale senza macchina (ogni anno verso la fine di settembre).

Ma che cos’è? Sullo stesso concetto di un bed-in o di un sit-in e in modo molto creativo, il Die-in Montréal invita i partecipanti a “fare i morti”, stesi per terra nel bel mezzo della strada, pitturati di falso-sangue e fasciature. Ovviamente, si denuncia in maniera molto forte le morti causate direttamente o indirettamente dall’automobile. Però allo stesso tempo, lo scopo ricercato è di promuovere mezzi alternativi di trasporti ecologici, e di ridare alla macchina il suo ruolo primario che dovrebbe consistere nel fare spostamenti lunghi e difficili, affinché l’uso eccessivo ne rimanga limitato. Il risultato è un tappeto stradale di gente colorata e di biciclette, sotto il cielo di grattacieli di Montreal. Fa’ il suo effetto!
Malgrado l’apparenza macabra, il die-in è un evento allegro dove ciclisti e pedoni si incontrano per scambiare idee, per condividere un momento potente, e dove in seguito ci sono dibattiti e proiezioni sul tema della riduzione del parco automobilistico e dei mezzi di trasporto alternativi. Ognuno è invitato a condividere la sua visione personale, magari utopistica della città, per un futuro urbano più sostenibile.









