Le città sono piene di strutture che non sono utilizzate al pieno delle loro potenzialità, sopratutto di notte. Spazi che rimangono vuoti, abbandonati, silenziosi. E - sempre di notte - paradossalmente c’è gente che vaga per le città, senza un luogo per dormire, senza un tetto sopra la testa. Perché non provare a far incontrare queste potenzialità inespresse e queste esigenze?
A Boston, negli Stati Uniti, l’Office for Unsolicited Architecture (OUA) ha fatto una proposta molto originale proprio per riconvertire questi spazi spopolati ed accontentare queste persone. Un gruppo di studenti del MIT (Massachussets Institute of Technology) ha cominciato ad utilizzare i grandi parcheggi urbani per offrire accoglienza ai senzatetto con camper e roulotte. Addirittura durante il giorno, i camper vengono spostati in un luogo che serve da indirizzo postale per i loro “residenti”. Il progetto Free ParkInn ridistribuisce così strutture inutilizzate a chi ne ha bisogno, con un sistema flessibile di pieno utilizzo degli spazi urbani. Un bel esempio di riappropriazzione e riconversione degli spazi per l’integrazione!

L’OUA è stato fondato nel 2007 di una collaborazione tra studenti del MIT e del Nederlands Architecture Institute. La “unsolicited architecture” (in italiano “architettura non richiesta”) propone un metodo alternativo di progettazione:
- trovare un nuovo territorio
- non pensare a clienti, budget e programmi
- concentrarsi sull’oggetto architettonico, il piano di marketing e un piano finanziario
- riflettere
- agire
Procedendo in questo modo si aprono nuove opportunità per integrare l’architettura con progetti concreti e ad alto impatto sociale, come nel caso del Free ParkInn di Boston.
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