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Giungla urbana

giovedì, 16 aprile 2009

Città  inarrestabili: aumentano di volume, si espandono ricoprendo tutto di  cemento mentre cresce l’uso smisurato dei veicoli motorizzati.  Più grandi sono e  più ampia è l’area di isolazione termica urbana che creano al loro interno e  che si ripercuote direttamente sulla qualità di vita dei cittadini. Poichè l’ecosistema urbano è parte integrante dell’ecosistema globale, perché non ricorrere alla vegetazione per aumentare la biomassa di una città?  In maniera molto semplice: impiantando spazi verdi sui tetti e sulle pareti… La parete vegetale esiste dacché le piante rampicanti sono rampicanti! Essa ha la capacità di coprire diversi elementi verticali e trasformarli in arredo vegetale. Un esempio?

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La parete vegetale in città porta molti vantaggi tra cui quello di ridurre  l’effetto di isolazione termica urbana,  creare nicchie ecologiche di biodiversità. La vegetazione ha una capacità di auto-epurazione e può così mantenere delle superfici filtranti, assorbire i prodotti inquinanti presenti nell’atmosfera e captare la polvere nell’aria. “Vegetalizzare” in modo verticale permette di guadagnare spazio e aumentare facilmente la superficie verde della città. Inoltre, un muro vegetale agisce come termoregolatore, isola d’inverno e climatizza d’estate, protegge i palazzi dai prodotti inquinanti, dalle intemperie, dall’umidità e dai raggi diretti del sole. In più, il mobilio urbano (pali dell’alta tensione, lampioni, panchine, pensiline eccetera) può essere concepito per ospitare la vegetazione.

Il parco MFO, inaugurato in maggio 2002, è stato realizzato a Zurigo su di un vecchio sito industriale, con l’obiettivo di dare una nuova vita a questo luogo, creando una piazza pubblica aperta e innovativa. Il risultato si presenta come un immenso pergolato metallico che collega una rete di spazi verdi. La struttura è formata da una doppia parete di reticoli e cavi d’acciaio tesi che le piante rampicanti invadono col tempo. Si attende il giorno in cui raggiungeranno il loro pieno potenziale e daranno una piazza pubblica con pareti e tetti “vivi”.

Per leggere di più e vedere altri esempi, potete visitare il sito di Patrick Blanc, precursore delle pareti vegetali.

Sappiamo che la qualità di un ambiente è legata alla sua concentrazione di vegetazione. In una prospettiva di “vegetalizzazione” dello spazio urbano, svariate procedure offrono oggi la possibilità di rinverdire delle superfici urbane fino ad ora inaccessibili alle piante non rampicanti, tali i tetti e le pareti verticali delle costruzioni. Dipende da noi lavorare congiuntamente con le diverse discipline della pianificazione del territorio per trasformare i nostri spazi privati, pubblici e comunitari in luoghi dove è bello vivere.


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