Articoli marcati con tag ‘città sostenibile’

CriticalCity @ Fa’ la cosa giusta!

lunedì, 9 marzo 2009

falacosagiustaNon mancate al grande evento sul consumo critico e la responsabilità sociale, per ripensare il nostro stile di vita: conferenze, dibattiti, aree espositive tematiche, attività e servizi, imprese e associazioni sui valori di giustizia sociale. Per migliorare il nostro modo di vivere insieme hai una sola possibilità: Fa’ La Cosa Giusta!

Un evento dove  troverete di tutto… e ovviamente noi:  CriticalCity !

Ecco un’ottima occasione per incontrarci e giocare insieme. Sabato pomeriggio organizziamo il gioco Cruel2BKind, iscrivetevi!

Gli orari di accesso al pubblico di Fa’ La Cosa Giusta! @ Fiera Milano City - porta Scarampo

venerdì 13 marzo: ore 9 - 20
sabato 14 marzo: ore 9 - 23
domenica 15 marzo: ore 10 – 19

Si entra presentando il catalogo di Fa’ La Cosa Giusta! 2009 che costa 5€,  oppure acquistando il libro La spesa in cascina che costa 10€.

Sul tema della città, vi segnaliamo il ciclo di seminari Dire, Fare… Abitare. Una finestra sulla città che cambia. Milano prossima ventura- idee in movimento.

Per una volta, non ci vediamo per strada, ma ci vediamo in fiera!

La Staff di CC

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Città visionarie, città virtuose: Curitiba

martedì, 3 marzo 2009
curitiba_1
Curitiba, Brasile.
2 milioni di abitanti, città moderna e capitale dello stato del Paranà, nel sud del paese.

Un caso molto particolare, anzi esemplare, nell’urbanizzazione moderna. Una città dove la creatività, al servizio di un’amministrazione illuminata, è stata in grado di coinvolgere attivamente i cittadini in una trasformazione urbana senza precedenti. Curitiba è la “capitale” ecologica del Brasile, la città con più aree verdi al mondo: 55 metri quadri per persona. Negli anni settanta è qui che viene ideata e realizzata la prima isola pedonale urbana del pianeta. Un laboratorio vivente dove si testa un nuovo stile di vita non pianificato dall’alto ma coordinato con tutte le parti sociali. Curitiba rappresenta un esempio pratico di una città ecologica e che dà reale valore all’ecosistema.


Un passo indietro. Nel 1971, in un’elezione contestata, Jaime Lerner viene eletto sindaco di Curitiba. Urbanista e architetto visionario si trova davanti ad una città da ‘’terzo mondo’’, pochi soldi in cassa e la necessità di far transitare sui mezzi pubblici un numero enorme di persone per salvare dal totale congestionamento la vitalità stessa della città. La costruzione di una metropolitana avrebbe indebitato per decadi i conti del comune. Da qui l’idea geniale: ‘metropolizzare’’ l’autobus, l’unica tecnologia finanziariamente accessibile. In poco tempo Curitiba cambia volto…


Alla Volvo vengono commissionati una serie di speciali autobus bi-articolati ciascuno in grado di trasportare fino a 300 passeggeri. Per velocizzare i tempi di imbarco e garantire l’accessibilità anche ai disabili, l’accesso avviene attraverso speciali stazioni tubo, che garantiscono anche il pagamento anticipato del biglietto. Gli autobus viaggiano su corsie esclusive ad una frequenza di 50 secondi durante gli orari di punta! Un sogno anche nelle città più avanzate in Europa e negli Stati Uniti. E così, quello che si è ottenuto è una sorta di metro di superficie su gomma con un investimento pari a un decimo rispetto a quello di una metropolitana sotterranea, ma con performance del tutto analoghe:

  • Flotta di 1100 autobus
  • 12500 viaggi ogni giorno
  • 1,3 milioni di passeggeri (20 mila/ora: più di quanti viaggino sui mezzi pubblici di New York!)
  • 70% della popolazione attiva si sposta sui mezzi
  • riduzione di 27 milioni di viaggi in macchina ogni anno
  • Risparmio pari a 27 milioni di litri di benzina annuo…

curitiba_2

Grazie alla loro efficienza, il 30% degli abitanti abbandona l’auto e per andare al lavoro sale sui mezzi pubblici. Il risultato? Forte riduzione del traffico, aria più pulita a beneficio di uno stato di salute e una qualità di vita migliore.

Al rifiuto di massa dell’auto contribuiscono anche 160 chilometri di piste ciclabili. Per Lerner trasformare la città modificando dalle radici il sistema dei trasporti era fondamentale. Secondo il sindaco visionario: nulla ha influenza più rapida sulla coscienza dei cittadini quanto l’efficienza dei mezzi pubblici.

L’aspetto più interessante del caso di Curitiba è stata la grande capacità di ottenere la partecipazione e il coinvolgimento della popolazione nelle soluzioni dei problemi urbani. La settimana prossima esploreremo gli altri progetti innovativi sviluppati a Curitiba a cui i cittadini hanno preso parte con entusiasmo…

Um o próximo!

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Proiezioni senz’auto

giovedì, 19 febbraio 2009

A proposito di città senza macchine… ne approfittiamo per segnalarvi proiezioni questa fine settimane allo Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2 (metropolitana Porta Venezia). 2 classici dell’ecoattivismo:

Venerdi 20 febbraio alle 19:00 – Cars or people, Canada, 1963, 27’.

La crescità incontrollata del numero di auto in circolazione nelle nostre metropoli le ha rese luoghi sempre meno a misura di pedone e di bambino. In che modo possiamo rendere le città di nuovo accessibile per l’incontro e l’incrocio fra le persone? 

Domenica 22 febbraio alle 17:30 – End of suburbia, Canada, 2004, 78’. (Guardate il trailer)

Dalla crisi della città diffusa, fondata sull’ipermobilità e sulla segregazione delle funzioni commerciali, lavorative, abitative e ricreative, al Nuovo Urbanesimo post-automobilistico. 


end-of-suburbia

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Le città senz’auto non sono un’utopia

giovedì, 19 febbraio 2009

Ci sono 76 proprietari di macchine ogni 100 abitanti a Roma.

63 ogni 100 a Milano.

36 ogni 100 a Londra.

E solo 13 ogni 100 a Manhattan (NY)!

Considerando l’alta densità della popolazione nelle città italiane, e quindi lo spazio disponibile ridotto, sarebbe logico voler ridurre il numero di automobili per migliorare la qualità della vita in città. Pensate un po’: in termini di spazio, le 820 mila auto di proprietà dei residenti milanesi addizionati alle 800 mila che arrivano in città ogni giorno occupano una superficie equivalente a 2.250 campi da calcio, sacrificati ironicamente all’immobilismo!!!  Un’auto occupa in media 10mq: per farvi un’idea più concreta, guardate l’inizativa dell’ingeniere austriaco Hermann Knoflacher. Dal 1975, con la sua gehzeug, ovvero ‘’camminamobile’’, occupa da pedone lo stesso spazio di una macchina per illustrare la potenzialità spaziale di zone urbane senza auto e per protestare contro la preminenza dell’automobile nelle città… 

 camminomobile-lunga

Tutti noi apprezziamo il verde e la quiete dei parchi e della natura. Perché non trasformare le nostre città in grandi parchi percorsi da piste ciclabili, sentieri e prati? Numerosi sarebbero i vantaggi: aria più pulita, diminuzione dell’inquinamento sonoro, miglioramento della salute, ecc.    

Ci sono tanti esempi di città a basso tasso di motorizzazione che hanno fatto delle scelte in questo senso, riducendo lo spazio di parcheggio per scoraggiare l’uso dell’auto, favorizzando  gli insediamenti densi per ridurre le distanze da percorrere, integrando funzioni residenziali, commerciali, terziarie e ricreative nello stesso quartiere, migliorando i mezzi di trasporto pubblico e mettendo a disposizione servizi di car-sharing, biciclette, vetture e motorini elettrici, ecc. Da Amsterdam ad Amburgo, passando per Dongtan (Cina), Curitiba (Brasile) e Tokyo, cittadini e politici ripensano il loro ambiente. Un tema che approfondiremo nelle prossime settimane…

Nel fratempo, tutta Milano si prepara per l’Expo 2015. Lunedì scorso, CriticalCity ha assistito a un incontro di Legambiente sul tema delle città senz’auto. Hanno fatto la proposta seguente, che risulta essere molto logica quando ci si pensa: ‘’ l’Expo sia un evento a basso tasso di motorizzazione, dove i visitatori si muovano no-cars-piccola2senz’auto e in cui l’area destinata ai padiglioni venga convertita dopo l’evento nel primo nuovo quartiere italiano completamente carfree.’’

Siamo d’accordo: bisogna innovare, bisogna esprimersi e assumersi i propri doveri di cittadini per creare città che siano più sostenibili e più piacevoli da vivere. Perché non approfittare di questa occasione?

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13 febbraio: giorno del risparmio energetico…

giovedì, 12 febbraio 2009

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Siete pronti per la sfida energetica??

Vi invitiamo a simbolicamente consumare meno energia possibile domani: prendete la bici, mangiate panini, spegnete le luci, ecc…

E dalle 18 per un’oretta, se possibile, spegnete TUTTO!! Silenzio energetico… Proviamoci!!

Per il quinto anno consecutivo, Caterpillar (Rai Radio 2) propone l’iniziativa M’illumino di meno !! Dimostriamo insieme che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. Lo scorso anno il ’’silenzio energetico” è riuscito a coninvolgere alcune delle piazze principali in Italia e in Europa, ciò in decine di città del continente! Anche la piazza Duomo e la piazza della Scala a Milano si sono spente enteramente…

Approfitiamo quindi di questa occasione per vedere la città diversamente: misteriosa, enigmatica, impercepibile… e sopratutto, è un’ottima occasione di dimostrare il nostro potere di cittadini critici!!

Anche CriticalCity aderisce all’iniziativa…a modo suo: da domani sarà presente un interruttore speciale che vi permetterà di spegnere tutta la città!

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Transition Towns 2: coltivare la transizione

giovedì, 12 febbraio 2009

Oggi torniamo a parlare delle Transition Towns (qui la prima parte), perchè c’è tanto da esplorare e sopratutto tanto da ispirarsi a questo movimento per ripensare e vivere meglio le città. Questa volta scopriamo i progetti concreti delle ‘’città di transizione’’.

Prendiamo per esempio i progetti che si fanno a Totnes (8500 abitanti) in Gran Bretagna. La cittadina è diventata un vero e proprio modello. Qui si ritrovano tutti quelli che credono in questo modello di vita svolgono molte iniziative diverse di carattere ambientale.

Il giardino Dartington a Totnes

Il giardino Dartington a Totnes

The Great Reskilling: educazione, riciclo e riuso

Per gli adulti, sono organizzati seminari per ri-imparare i mestieri dei nostri nonni: come fare il pane, come rammendare le calze, come cucinare usando solo prodotti di stagione, ecc. Riciclare e ri-usare: è logico! Ai più piccoli, a scuola vengono raccontate le ‘storie di transizione’, fiabe per farli riflettare su uno stile di vita meno energivoro. Si fanno anche proiezioni pubbliche di film sul tema dell’ambiente.

Conferenze e gruppi di lavoro

Gli abitanti di Totnes stanno attualmente raccogliando un archivio di storie dell’epoca in cui tutti vivevano consumando meno energia. Un lavoro di memoria essenziale da cui trarre spunto per orientare le azioni del futuro. Stanno anche monitorando le proprie risorse, creando un indice del cibo prodotto localmente.

Mangiare locale e permacultura

Infatti per ridurre il consumo energetico bisogna limitare il cibo esotico e puntare sull’autonomia alimentare. Il progetto Garden Swap mette in contatto la gente che non può più occuparsi del proprio orto con la gente che non ne ha uno però vorrebbe coltivarne uno. Uno degli obiettivi di Totnes è di diventare la capitale britanica dell’albero di noce. Buono per l’ambiente, buono per la salute!

Trasporti, energie rinnovabili ed eco-costruzioni

In un futuro senza petrolio, le macchine potrebbero scomparire della strade… I cittadini in transizione anticipano già il cambiamento promuovendo la bicicletta, il car-sharing e mezzi di trasporto alternativi a energia pulita. Lo stesso vale per la casa del futuro: a Totnes, 50 famiglie si sono già iscritte al Solar Hot Water challenge, puntando su dei panelli solari per riscaldare l’acqua in casa.

Ingegnosi, gli abitanti delle Transition Towns!

Infine, possiamo dire che il movimento scommette tanto sull’educazione e l’insegnamento, e sulla condivisione delle competenze. Probabilmente state pensando che tutto ciò è più facile da fare in un piccolo paese piuttosto che in una città… Eppure anche Bristol, con i suoi 250.000 abitanti, punta sulla transizione. Per ciò ha sviluppato un suo approccio ben particolare: ripensando la città come una rete di paesini auto-gestiti, che lavoreranno insieme per mettere in azione i loro piani di decrescita. Non male…

Think globally, act locally: Pensa globalmente, agisci localmente!

Di tutte queste iniziative emerge un nuovo atteggiamento sociale: la transition culture. Rob Hopkins, il fondatore delle TT, esplora le dinamiche di questa cultura sul suo blog personale. ‘’La gente inizia a vedere una Grande Opportunità nel picco delle risorse petrolifere (Peak Oil), una chance per costruire il mondo che abbiamo sempre sognato.’’, dice Hopkins. Transitionculture.org è una buona risorsa per quelli che vorrebbero continuare ad esplorare il mondo di decrescita delle Transition Towns.

Ma cosa succede qui in Italia? Lo scopriremo nel prossimo post sulle Transition Towns…

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Rifiuto con Affetto – lascia e raccogli

mercoledì, 4 febbraio 2009

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Avete mai pensato che c’è una quantità di oggetti di consumo che potrebbero avere una seconda vita? Chi non ha mai detto: ‘’Mi dispiace buttarlo via…’’?  Non credete che ci sia un potenziale nascosto nei vostri cassonetti della spazzatura?

A Venezia, tre artiste provenienti dal mondo delle belle arti e del design, Roberta Bruzzechesse, Maddalena Vantaggi e Maria Zanchi, hanno voluto indagare sullo spreco, esplorando i limiti tra lo spazio pubblico e privato, tra collettività e individuo, nel quotidiano.  Dopotutto, lo scambio non è economico e sostenibile?

Cosi nel 2007 è nato Rifiuto Con Affetto (RCA), un nuovo servizio di raccolta rifiuti per il recupero tra cittadini di oggetti ancora utilizzabili, sottraendoli dalla discarica e limitandone lo spreco. Il progetto si inserisce nella campagna del comune di Venezia per la riduzione dei rifiuti. A Venezia-Giudecca quindi sono comparsi, nel 2007, dei cassonetti della spazzatura modificati e trasformati in luogo di scambio. Il davanti è trasparente e l’interno -  suddiviso con delle mensole - crea una specie di vetrina e permette una nuova relazione tra il contenuto di ‘’rifiuti’’ e l’esterno, facilitandone il recupero.  

1569844453_0d37b0dd66_mCome funziona? Il cittadino che vuole sgomberare un po’ il suo armadio o la sua biblioteca può portare gli oggetti di cui vuole disfarsi e deporli nel cassonetto modificato di RCA. Dopodiché chi passa, bisognoso di una brocca, di un nuovo paio di scarpe o semplicemente curioso di scoprire un nuovo libro, potrà raccogliere quello che gli serve e portarselo a casa, garantendo così una nuova vita a questi oggetti altrimenti destinati alla distruzione.  Lascia e raccogli, semplice! ‘’Rifiutare’’ può diventare un’azione critica e consapevole, e anzi sostenibile! 

Rifiuto Con Affetto è una bella dimostrazione di arte applicata alla soluzione di problemi sociali. Visto il successo dell’iniziativa e l’apprezzamento da parte dei cittadini (qui le le interviste), speriamo che RCA si diffonda presto in altre città italiane, sopratutto sotto casa nostra!

Da tempo i rifiuti vengono recuperati dagli artisti diventando materia prima delle loro opere, o da studenti bisognosi di arredare la casa a poco costo.  RCA dimostra che si può anche superare la barriera psicologica che impedisce al cittadino ordinario di ‘’esplorare la spazzatura’’ alla ricerca di tesori riutilizzabili.  Dopotutto molti oggetti vintage - che si pagano a così caro prezzo nei negozi specializzati! - non provengono spesso proprio da là?

Evviva il baratto!!

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Transition towns - città di transizione

martedì, 3 febbraio 2009

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Associazioni di cittadini stanno ripensando le città, in tutto il mondo. Cercano di reinventarsi il proprio modo di vivere, di spostarsi, di respirare, di mangiare, di relazionarsi con i vicini.  Transition Towns è uno di questi movimenti, un esperimento sociale su grande scala iniziato nel 2005 a Kinsale, Irlanda, e proposto dall’ambientalista Rob Hopkins.

Oggi raggiunge 134 comuni in tutto il mondo, principalmente in Inghilterra, Australia e negli Stati Uniti.  La domanda fondamentale che i suoi partecipanti si pongono è: come la nostra comunità può affrontare le sfide e cogliere le opportunità del Peak Oil e dei cambiamenti climatici?  Come la nostra società - essenzialmente basata sul consumo di petrolio - sarà in grado di reagire quando la produzione raggiungerà il suo  punto massimo ed inizierà il suo declino?

Le Transition Towns si organizzano verso questa transizione, pianificando la decrescita del proprio consumo energetico e dell’utilizzo delle risorse in generale.
Riconoscono 2 principi fondamentali:

  • la nostra società ha dimostrato un’enorme capacità in termini di creatività e di adattabilità nello sviluppo delle energie tradizionali (petrolio, gas, nucleare…), e quindi non c’è niente che ci impedisca di fare lo stesso per le energie rinnovabili.
     
  •  se agiamo collettivamente in tempi brevi, è molto probabile che si possa realizzare un nuovo modo di vivere maggiormente in armonia con l’ambiente.

Partendo da questi presupposti, le comunità adottano un Piano d’Azione verso la Decrescita Energetica, per provare ad immaginare la propria città fra 20 anni in maniera positiva.  Mettono in piedi dei progetti di eco-costruzione, giardinaggio collettivo e permacultura, panelli solari, scambi di rifiuti tra le aziende per facilitare il riuso e ridurre lo spreco… addirittura a Totnes (UK) hanno anche creato una moneta alternativa che viene accettata in più di 70 botteghe locali!  E l’economia gira!  Questo dimostra che ci sono tante iniziative per cambiare la città: bisogna solo usare d’un pò d’immaginazione e tanta creatività!  

Ovviamente, ci sono dei criteri ben precisi per diventare una Transition Town e sono ricche le risorse messe a disposizione dalla communità di ‘’esperti’’!  In Italia, una decina di città stanno discutendo la scelta verso la transizione, tra cui L’Aquila e Lucca.  Monteveglio (CT) rimane l’unica ufficialmente riconosciuta dalla rete internazionale.

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Le Transition Town, come CriticalCity, hanno un potenziale di azione democratica dirompente: restituiscono a tutti la possibilità di modificare il proprio territorio e promuovono la collaborazione collettiva verso un bene comune!

Continueremo la scoperta delle Città in Transizione nei prossimi post: rimanete collegati!

P.S.  Nella foto sopra ci sono i primi 22 “operatori” della Transizione italiani usciti dal Training di Monteveglio…chi è l’inviato speciale di CriticalCity?

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Die-in Montréal: una provocazione per una città più sostenibile

lunedì, 2 febbraio 2009

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L’automobile occupa un sacco di spazio in città. Peggio: la città è pianificata PER l’automobile! Rumorosa, grossa, inquinante, veloce, pericolosa, veicoli motorizzati di tutti i tipi popolano le città quasi tanto quanto i cittadini stessi! Invece, non è ovvio per tutti che la macchina debba essere la regina delle strade.

A Montreal hanno trovato un modo molto creativo per chiedere una ‘’riappropriazione’’ delle strade, e quindi di una bella percentuale dello spazio pubblico urbano. L’idea è nata nel 1976 da un gruppo di ciclisti militanti, Le Monde à Bicyclette: ecologisti e sportivi hanno organizzato una manifestazione teatrale in pieno centro-città per denunciare l’impero della macchina.  Trent’anni dopo, nel 2006, un nuovo collettivo cittadino su due ruote - il Montréal à Vélo (MAV) - ha ripreso l’idea a supporto della causa pedonale e ciclistica, in occasione del Giorno internazionale senza macchina (ogni anno verso la fine di settembre).

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Ma che cos’è?  Sullo stesso concetto di un bed-in o di un sit-in e in modo molto creativo, il Die-in Montréal invita i partecipanti a “fare i morti”, stesi per terra nel bel mezzo della strada, pitturati di falso-sangue e fasciature. Ovviamente, si denuncia in maniera molto forte le morti causate direttamente o indirettamente dall’automobile. Però allo stesso tempo, lo scopo ricercato è di promuovere mezzi alternativi di trasporti ecologici, e di ridare alla macchina il suo ruolo primario che dovrebbe consistere nel fare spostamenti lunghi e difficili, affinché l’uso eccessivo ne rimanga limitato. Il risultato è un tappeto stradale di gente colorata e di biciclette, sotto il cielo di grattacieli di Montreal. Fa’ il suo effetto!

Malgrado l’apparenza macabra, il die-in è un evento allegro dove ciclisti e pedoni si incontrano per scambiare idee, per condividere un momento potente, e dove in seguito ci sono dibattiti e proiezioni sul tema della riduzione del parco automobilistico e dei mezzi di trasporto alternativi. Ognuno è invitato a condividere la sua visione personale, magari utopistica della città, per un futuro urbano più sostenibile.

Guardate il video!

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