Articoli marcati con tag ‘città sostenibile’

Missione #6146- Pulizia Urbana by Giacomo

giovedì, 23 luglio 2009

Una delle nostre missioni più votate potrebbe ispirare le persone interessate a cercare un posacenere o, perlomeno, un cestino… Semplice, ma efficace!

ISTRUZIONI:
Lava un’auto (non la tua), spazza un marciapiede, raccogli una cacca o lucida un semaforo. Insomma, fai qualcosa per rendere più pulita la tua città.

 
Ho sempre odiato da non fumatore le cicche di sigaretta per terra e per CriticalCity mi sono deciso a raccoglierle.
Davanti al locale dove sono andato ieri sera ce n’erano una montagna… ho iniziato da una, ma poi mi sono reso conto che era davvero troppo poco, quindi sono passato a tutte le altre. E i fumatori si sono sentiti un po’ in imbarazzo, devo dire :P

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Design Swap

giovedì, 23 aprile 2009
Swap è la parola inglese per baratto. Le Feste del Baratto, ovvero i Swap Party (maniera più trendy per designarle) sono di moda questi tempi. Un movimento che ha fatto la sua apparizione ufficialmente un paio d’anni fa in Italia (con l’aiuto della rete) ma che è vecchio come il mondo…
Perché fare shopping è costoso,  perché non bisogna riempire le discariche con oggetti ancora utilizzabili,  perché è ”fashion” e ”green”,  p erché ci dispiace buttare via un oggetto con una sua storia,  per risparmiare,  per socializzare: tutte le ragioni sono buone per partecipare ad uno Swap Party!

Nel cuore della follia del Salone del Mobile, quando tutta Milano si emoziona per il Design con la D maiuscola, l’Atelier del Riciclo organizza un Swap Party Design questo sabato, 25 aprile, alla Triennale Bovisa dalle 17 alle 22.  Si potranno scambiare oggetti per la casa con abiti, borse e bijoux. Durante l’evento, bioarchitetti ed esperti di arredamento offriranno consulenza gratuita per la ristrutturazione  e l’edilizia ecosostenibile, secondo gli ultimi standards del green-design e del risparmio energetico. Una sezione dello swap sarà anche dedicata ai libri di arredamento, architettura e design. Requisito essenziale: che siano oggetti di gusto e di design.
Per un riuso creativo delle nostre  ”cianfrusaglie”!!

swap-party-design
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Giornata mondiale della Terra - mercoledì 22 aprile

martedì, 21 aprile 2009
Giornata della TerraEarth Day, アースデー, Jour de la Terre,
지구의 날, Dìa della Tierra, 地球日, Dia da Terra, День земли,
Dag van de Aarde, Ημέρα της γης, Tag der Erde…

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Ne avete già sentito parlare? Eppure è un evento celebrato da 39 anni, che ogni anno unisce più di mezzo miliardo di persone di tutto il mondo in una riflessione sul nostro futuro e su una gestione migliore delle nostre risorse. Le più grandi città del mondo organizzano iniziative di sensibilizzazione ed educazione ai cittadini: sul verde urbano, contro lo spreco dell’acqua, sulla raccolta differenziata, sul consumare meglio, sulle energie rinnovabili, insomma su tutti i temi che cambieranno, per forza, il nostro stili di vita di terrestri urbanizzati e spreconi…

Cosa succede in Italia in questa occasione imperdibile? Purtroppo, poche cose rispetto all’importanza simbolica dell’evento. A Roma segnaliamo il grande concerto ad impatto zero di Ben Harper, in piazza del popolo, sempre il 22 aprile. Un evento di cittadinanza attiva a Siracusa: ”Giustizia climatica e diritti dei popoli” e un’altra iniziativa a Roma sull’acqua dei fiumi… Dopo un po’ di ricerche, su Milano abbiamo trovato soltanto questa iniziativa:greendrinks, un aperitivo verde che sembra capitare casualmente questo mercoledì…

Quindi? Quindi approfittiamo almeno dell’occasione per parlare, condividere, rivisitare e reinventare le nostre città di cemento con i nostri vicini e amici, ricordandosi che il 2009 è un anno cruciale per il Pianeta. Entro la fine dell’anno, la comunità internazionale dovrà raggiungere un accordo definitivo per la riduzione dei gas a effetto serra dopo la scadenza dell Protocollo di Kyoto prevista nel 2012. Non rimaniamo spettatori passivi. Tiriamo fuori le nostre bici, stiamo attenti a quello che compriamo (più possibile locale e di stagione), raddoppiamo l’impegno  nel differenziare i nostri rifiuti, chiudiamo i rubinetti e il gas, rivendichiamo più spazi verdi, istalliamo dei mini-orti sui nostri balconi, insomma, stiamo attenti ai nostri gesti quotidiani per migliorare la nostra qualità di vita in città. Per fare si che Milano non si meriti mai più questo titolo agghiacciante di Capitale Europea dell’inquinamento (2007)… dopotutto, siamo noi che ci viviamo…

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Giungla urbana

giovedì, 16 aprile 2009

Città  inarrestabili: aumentano di volume, si espandono ricoprendo tutto di  cemento mentre cresce l’uso smisurato dei veicoli motorizzati.  Più grandi sono e  più ampia è l’area di isolazione termica urbana che creano al loro interno e  che si ripercuote direttamente sulla qualità di vita dei cittadini. Poichè l’ecosistema urbano è parte integrante dell’ecosistema globale, perché non ricorrere alla vegetazione per aumentare la biomassa di una città?  In maniera molto semplice: impiantando spazi verdi sui tetti e sulle pareti… La parete vegetale esiste dacché le piante rampicanti sono rampicanti! Essa ha la capacità di coprire diversi elementi verticali e trasformarli in arredo vegetale. Un esempio?

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La parete vegetale in città porta molti vantaggi tra cui quello di ridurre  l’effetto di isolazione termica urbana,  creare nicchie ecologiche di biodiversità. La vegetazione ha una capacità di auto-epurazione e può così mantenere delle superfici filtranti, assorbire i prodotti inquinanti presenti nell’atmosfera e captare la polvere nell’aria. “Vegetalizzare” in modo verticale permette di guadagnare spazio e aumentare facilmente la superficie verde della città. Inoltre, un muro vegetale agisce come termoregolatore, isola d’inverno e climatizza d’estate, protegge i palazzi dai prodotti inquinanti, dalle intemperie, dall’umidità e dai raggi diretti del sole. In più, il mobilio urbano (pali dell’alta tensione, lampioni, panchine, pensiline eccetera) può essere concepito per ospitare la vegetazione.

Il parco MFO, inaugurato in maggio 2002, è stato realizzato a Zurigo su di un vecchio sito industriale, con l’obiettivo di dare una nuova vita a questo luogo, creando una piazza pubblica aperta e innovativa. Il risultato si presenta come un immenso pergolato metallico che collega una rete di spazi verdi. La struttura è formata da una doppia parete di reticoli e cavi d’acciaio tesi che le piante rampicanti invadono col tempo. Si attende il giorno in cui raggiungeranno il loro pieno potenziale e daranno una piazza pubblica con pareti e tetti “vivi”.

Per leggere di più e vedere altri esempi, potete visitare il sito di Patrick Blanc, precursore delle pareti vegetali.

Sappiamo che la qualità di un ambiente è legata alla sua concentrazione di vegetazione. In una prospettiva di “vegetalizzazione” dello spazio urbano, svariate procedure offrono oggi la possibilità di rinverdire delle superfici urbane fino ad ora inaccessibili alle piante non rampicanti, tali i tetti e le pareti verticali delle costruzioni. Dipende da noi lavorare congiuntamente con le diverse discipline della pianificazione del territorio per trasformare i nostri spazi privati, pubblici e comunitari in luoghi dove è bello vivere.


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Api urbane

lunedì, 13 aprile 2009

La città ha anche lei la sua biodiversità: la fauna urbana… A parte gli uomini indaffarati in abito chic, le donne casalinghe al mercato, gli studenti alla moda o con  pettinature strane,  anziani sulle panchine dei parchi e  giovani lavoratori che portano il cane a passeggio (o meglio l’inverso!), avete mai pensato a queste creature minuscole con cui coabitiamo, che lavorano per noi e senza i quali i nostri alberi, i nostri fiori e i nostri orti non sopraviverebbero a lungo?

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Rispetto all’agricoltura rurale, l’agricoltura urbana soffre di una mancanza d’insetti impollinatori. Di più, negli ultimi anni si è assistiti inermi a una tragica moria di api:  nel 2007 l’Europa e il NordAmerica hanno perso il 70%  del proprio patrimonio di api. Il fenomeno è noto come colony collapse disorder. Lo stesso Albert Einstein avrebbe detto che “senza api l’uomo non potrebbe vivere più di quattro anni”. Gli scienziati non conoscono con certezza le cause, ma  virus, prodotti chimici e  piante geneticamente modificate non aiutano sicuramente lo sviluppo di questi piccoli insetti… Appunto, la Toronto Beekeepers Cooperative, creata nel 2002, si è dato come scopo di incentivare l’igiene alimentare con la produzione locale di prodotti come lo zucchero, che altrimenti deve essere importato.
Quindi ha istallato 12 alveari nel centro della città canadese. Le migliaie di api urbane istallate sui tetti producono così un miele di quartiere, e i loro spostamenti fanno aumentare le raccolte negli orti vicini, quindi contribuiscono alla biodiversità locale! Par darvi un’idea, 3 di questi alveari possono produrre fino a 320 kg di miele all’anno, o approssimativamente 1400 barattolini! Winnie the Pooh ne sarebbe invidioso (ma lasciamo gli orsi fuori di questa facenda urbana!)…

La città profumata da respirare, la città verde da vedere, la città dolce da gustare, grazie alle api cittadine.
Dopotutto, la città non è solo asfalto e mattoni… per fortuna!

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Basurama - Tu basura no es basura

giovedì, 9 aprile 2009

Basura. Spazzatura in spagnolo.
Basurama (quindi Spazzaturama), dal 2000, è semplicemente un progetto di riciclo creativo dei rifiuti urbani. Di tutti i tipi. Nato dell’iniziativa della Scuola d’Architettura dell’Università di Madrid, prima di tutto è un forum di discussione e di riflessione sul recupero dei rifiuti cittadini dentro la società consumista nella quale viviamo. Propone iniziative come scambi di oggetti usati sul modello del baratto, trasmissioni televisiva sulla sostenibilità nella cultura popolare, monitoraggio del consumo del territorio, e non solo…

Ecco alcuni esempi delle iniziative di Basurama:
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RUS - Residuos Urbanos Solidos (Residui Urbani Solidi) è un progetto d’arte pubblico multiforme attivo in diverse città dell’America ispanofona. Il Rus culmina ogni volta in un’evento urbano in uno spazio pubblico degradato dove si espone l’opera e si spiega il processo di creazione. E’ un progetto geograficamente importante perché le baraccopoli del SudAmerica sono spesso stracolme di rifiuti abbandonati. Gli abitanti e i politici di questi Paesi  devono trovare nuovi modo per gestire spazi con un’elevata densità di popolazione.

Obsoletos.org è un progetto di ricerca, creazione e diffusione di sistemi creativi per la trasformazione dei residui tecnologici. Attraverso uno blog è possibile scambiarsi  informazioni, idee ed esplorare varie possibilità di recupero di rifiuti come, ad esempio,  riutilizzare al meglio schermi catodici, telefonini, computer, CD-player e stereo, ecc. Questi rifiuti, con le loro componenti elettroniche, sono tra i più nocivi e vengono sempre più  dispersi nell’ambiente poichè sono ancora rare le strutture di recupero specializzate.

Eres lo que tiras - Sei quello che butti . Luglio 2007 in occasione del FIBart07, spiaggia di Voramar en Benicássim, Castellón. Istallazione trasparente dove fu raccolta ed esposta tutta la spazzatura buttata sul sito del festival. L’impatto visivo fu impressionante, con lo scopo educativo di sensibilizzare sull’effettiva quantità di sprechi e inquinamenti inutili che generiamo … magari questo ha fatto riflettere qualcuno!
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La città è piena di rifiuti. Quindi, ricorda prima di buttare qualsiasi cosa:

Tu basura no es basura.

La tua spazzatura non è spazzatura.

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Città visionarie, città virtuose: il quartiere BedZED di Londra

lunedì, 6 aprile 2009

Torniamo alla nostra esplorazione dei mondi urbani innovativi. Oggi, dopo il Brasile, andiamo in GranBretagna nel quartiere di BedZED.

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Beddington Zero Energy Development (BedZED) è un quartiere eco-sostenibile d’avant-guardia a sud di Londra, nel sobborgo di Sutton. E’ stato costruito tra il 2000 e il 2002, facendone il primo insediamento di questo genere al mondo. Ci sono 82 appartamenti luminosi di proprietà, e 1405 metri quadri di spazi uffici.

Ma partiamo dall’inizio. Il responsabile del progetto, l’architetto Bill Dunster, ha voluto costruire uno spazio abitabile a basso impatto energetico, riducendone l’impronta ecologica già dalla costruzione. Infatti, tutti i materiali utilizzati sono stati riciclati o fatti venire da un raggio massimo di 60 kilometri dal cantiere.
Gli appartamenti sono orientati verso sud per accumulare l’energia del sole, e godono di un sistema di ventilazione ”convogliatore d’aria” ottimizzato per non disperdere il calore d’inverno e rinfrescare la casa d’estate. Ogni palazzo è dotato di panelli fotovoltaici e il consumo d’energia solare auto-prodotta riduce di un terzo la bolletta d’elettricità degli abitanti di BedZED. Inoltre, ogni abitazione è dotata di giardino pensile (sky garden) e di serre che ampliano del 15% lo spazio aperto dei singoli appartamenti, creando un qualità della vità che i residenti non scambierebbero più per tornare nei quartiere ”convenzionali”. La communità si incontra in diverse occasioni per vivere insieme il loro quartiere, creando un bel spirito tra i residenti.

Oltre tutto, il riciclaggio quotidiano è ampiamente facilitato. Poi l’acqua piovana è raccolta per annafiare le piante ed essere usata nei cessi: il consumo di acqua potabile è quindi ridotto di un terzo  rispetto agli altri quartieri londinesi. Poi c’è anche la questione trasporto: l’uso di macchine elettriche e il car-sharing sono fortemente incorragiati. Il quartiere è servito bene dai mezzi pubblici, anche con una stazione ferrovia a solo 5 minuti a piedi di BedZED! Ma gran parte della gente che ci vive non ha bisogno di spostarsi lontano, ci lavora anche consequentemente con la loro scelta abitativa: gli uffici sono orientati a Nord, così che consumano meno energia per rinfrescare l’aria d’estate.

Siccome è il primo insediamento del genere, è servito di esperimento e ci sono stati anche degli imprevisti. Tutto sommato, il suo impatto ambientale è minore di qualsiasi altro quartiere londinese, però sarebbe mentire dire che è tutto rosa a BedZED. Potete leggere questo articolo molto edificante sui problemi incontrati con gli anni.

Communque, BedZED è stato il primo di una serie di nuove esperienze di vità urbana con impatto ridotto e sicuramente avrà avuto un impatto essenziale nello sviluppo di nuove città più sostenibili.

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Festival della Cittadinanza a Padova - dal 2 al 5 Aprile

giovedì, 2 aprile 2009

La cittadinanza, in Italia, è ”la condizione della persona fisica (detta cittadino italiano) alla quale l’ordinamento giuridico dell’Italia riconosce la pienezza dei diritti civili e politici”…
Dentro la cittadinanza, c’è il cittadino.
Etimologicamente, il cittadino è ”quello che abita nella città ed è capace di goderne gli onori e i benefici” (da etimo.it). La cittadinanza concede infatti dei diritti, ma anche dei doveri che mirano all’edificazione delle nostre società… Quindi, Cittadini, è ora di passare a l’azione in modo costuttivo e creativo, per diventare dei cittadini responsabili e proattivi!

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Il Festival della Cittadinanza a Padova si propone come un grande evento culturale che pervada la città, le sue piazze, le sue vie, i suoi palazzi storici, attraverso mostre e performance, dibattiti e tavole rotonde, laboratori e spettacoli, musica e concerti. Per darsi da fare, per reintegrare lo spazio cittadino alla vità quotidiana, per rendere la città un luogo vivo di relazione, di reciprocità, di convivialità, di parole e di azioni.

Per esempio, in CriticalStile, ci piace molto il grande “Abbraccio della città” durante la quale migliaie di persone si darano la mano per circondere l’intera città in un abbracio, simbolico ma quanto concreto!!!  Domani, venerdì 3 Aprile dalle 18.

Solidarietà e cittadinanza attiva sarano all’onore questa fine settimana a Padova in una miriade di attività… Perché ogni uno può fare una differenza. Per costruire insieme il futuro della nostra società.

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Città visionarie, città virtuose: Torino

lunedì, 23 marzo 2009

L’erba del vicino è sempre più verde. Torniamo a parlare di città che fanno le cose in un modo diverso… e questa volta del  nostro vicino di casa.

Da alcuni anni, verso aprile gli abitanti di Torino vedono arrivare strani cittadini…

pecore-torineseDelle pecore pascolano nei parchi del Meisino, Colonnetti, Sangone e Piemonte. La scelta ecologica del Comune permette di risparmiare fino a 30 000 euro e allo stesso tempo rivitalizza spazi verdi, per la  gioia dei bambini che scoprono la natura ”urbana” con un nuovo occhio!!! Il grande valore naturalistico dell’esperimento è evidente, oltre che la sua potenzialità didattica.

Il branco arriva fino ai parchi cittadini scortato dai vigili, in primavera quando l’erba è già alta ma ancora tenera e quindi adatta alla loro “dieta”. Poi riparte a giugno per gli alpeggi estivi,  per tornare a  ”finire” il lavoro al termine della bella stagione. Tosaerba silenzioso, le pecore hanno anche il vantaggio di concimare, quindi rivitalizzare il terreno.

Il pascolo in città: una tecnica antica come il mondo stesso, ecologica, economica, e che crea scene bucoliche nel grigio della città… beeeeee!!!!!

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Città visionarie, città virtuose: Curitiba [seconda puntata]

lunedì, 16 marzo 2009

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Eccoci di nuovo a Curitiba,  città visionaria del Brasile (qui leggete la prima parte). Puntare su innovazione e viabilità non era una sfida facile, ha permesso però alla città di cambiare volto e offrire una qualità di vita migliore ai suoi abitanti.

Il sindaco visionario di Curitiba si è inventato tutto, anche il concetto dell’ ”agopuntura urbana”: l’idea di agire sulla città con piccoli interventi, micro-progetti su nodi precisi della città, punti di pressione in grado di propagare gli effetti positivi sulla communità circonstante!

Il  piano è partito dal recupero di spazi pubblici,  creando delle aree verdi e dando vita al primo esperimento al mondo di  conversione di una strada del centro in area pedonale (di cui la storia è abbastanza divertente!). Per educare i cittadini ad appropriarsi di questi nuova zona pedonale, al sabato mattina l’amministrazione decise di portare un grande rotolo di carta, di   disporlo al centro della strada, invitando tutti i bambini a dipingere.  Fu un successo:  da allora è tradizione che ogni sabato i bambini si ritrovano nel centro di Curitiba per lasciare libero sfogo alla loro creatività!

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Curitiba ha puntato poi  sull’educazione dei suoi cittadini. L’accesso alla cultura era abbastanza limitata all’interno di biblioteche scolastiche poco frequentate.  La grande intuizione fu quella di realizzare una nuova rete di micro spazi diffusi sul territorio con un altissimo impatto visivo e simbolico: il faro diventò simbolo della diffusione della conoscenza. Nacquero così i ”fari del sapere”, torri luminose e colorate alte 15 metri, perfettamente attrezzati all’interno come moderne biblioteche pubbliche, aperte fino alle 10 di sera che offrono l’accesso gratuito a internet.

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Anche una vecchia cava ormai inutilizzata è diventata la sede dell’università libera dell’ambiente, costruita interamente con vecchi pali in legno della luce, dove hanno luogo corsi di formazione ed educazione ambientale mirati per diversi settori della popolazione.

Curitiba, come altre gradi città brasiliane, aveva un problema sanitario da risolvere dentro le favelas che la circondano: i vicoli strettissimi non permettevano ai camion della nettezza urbana di entrare e raccogliere la spazzatura, che continuava ad accumularsi in mezzo alla baracche e ai margini dei canali, con le conseguenze che ci immaginiamo.
L’amministrazione lanciò un programma chiamato ‘’scambio verde”, ancora oggi in vigore. L’idea alla base era semplice: creare dei centri di raccolta in luoghi accessibili vicino a scuole, supermercati e nei centri dei quartieri poveri, dove fossero gli abitanti stessi a portare i rifiuti già separati e pronti per essere riciclati. In cambio l’amministrazione avrebbe offerto gratuitamente un peso equivalente in frutta e verdura fresche derivanti dalle eccendenze di produzione agricola. I risultati sono stati impressionanti:
Costo basso; problema sanitario risolto; spazzatura rimossa, differenziata e riciclata; surplus agricoli valorizzati… E sopratutto, si è riusciti ad integrare e migliorare la dieta delle fascie sociali più povere, con frutta e verdura fresca. Qualità di vita e salute migliore per tutta la popolazione!

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Lerner ha saputo trovare delle soluzioni ingegnose a dei problemi communi di spreco e inquinamento. Ha istaurato il ”Telefono della solidarietà” che permette la raccolta di mobili ed elettrodomestici usati, riparati da apprendisti artigianati, e rivenduti a basso prezzo o anche regalati a famiglie bisognose. Per curare le sue grandi aree verdi senza dovere acquistare trattori e benzina, ha usato delle pecore “municipali”.

Tutto ciò è stato realizzato grazie al coinvolgimento della popolazione, responsabilizzata rispetto ad un problema che la riguardava in modo diretto e alla cui soluzione poteva dare un contribuito determinante!

Diciamo che tante città ‘’sviluppate” avrebbero delle lezioni da trarre dall’esperimento di Curitiba… A quando una Milano, una Barcellona, una Parigi o una Los Angeles ecosostenibile sul modello di Curitiba??

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