
Eccoci di nuovo a Curitiba, città visionaria del Brasile (qui leggete la prima parte). Puntare su innovazione e viabilità non era una sfida facile, ha permesso però alla città di cambiare volto e offrire una qualità di vita migliore ai suoi abitanti.
Il sindaco visionario di Curitiba si è inventato tutto, anche il concetto dell’ ”agopuntura urbana”: l’idea di agire sulla città con piccoli interventi, micro-progetti su nodi precisi della città, punti di pressione in grado di propagare gli effetti positivi sulla communità circonstante!
Il piano è partito dal recupero di spazi pubblici, creando delle aree verdi e dando vita al primo esperimento al mondo di conversione di una strada del centro in area pedonale (di cui la storia è abbastanza divertente!). Per educare i cittadini ad appropriarsi di questi nuova zona pedonale, al sabato mattina l’amministrazione decise di portare un grande rotolo di carta, di disporlo al centro della strada, invitando tutti i bambini a dipingere. Fu un successo: da allora è tradizione che ogni sabato i bambini si ritrovano nel centro di Curitiba per lasciare libero sfogo alla loro creatività!

Curitiba ha puntato poi sull’educazione dei suoi cittadini. L’accesso alla cultura era abbastanza limitata all’interno di biblioteche scolastiche poco frequentate. La grande intuizione fu quella di realizzare una nuova rete di micro spazi diffusi sul territorio con un altissimo impatto visivo e simbolico: il faro diventò simbolo della diffusione della conoscenza. Nacquero così i ”fari del sapere”, torri luminose e colorate alte 15 metri, perfettamente attrezzati all’interno come moderne biblioteche pubbliche, aperte fino alle 10 di sera che offrono l’accesso gratuito a internet.

Anche una vecchia cava ormai inutilizzata è diventata la sede dell’università libera dell’ambiente, costruita interamente con vecchi pali in legno della luce, dove hanno luogo corsi di formazione ed educazione ambientale mirati per diversi settori della popolazione.
Curitiba, come altre gradi città brasiliane, aveva un problema sanitario da risolvere dentro le favelas che la circondano: i vicoli strettissimi non permettevano ai camion della nettezza urbana di entrare e raccogliere la spazzatura, che continuava ad accumularsi in mezzo alla baracche e ai margini dei canali, con le conseguenze che ci immaginiamo.
L’amministrazione lanciò un programma chiamato ‘’scambio verde”, ancora oggi in vigore. L’idea alla base era semplice: creare dei centri di raccolta in luoghi accessibili vicino a scuole, supermercati e nei centri dei quartieri poveri, dove fossero gli abitanti stessi a portare i rifiuti già separati e pronti per essere riciclati. In cambio l’amministrazione avrebbe offerto gratuitamente un peso equivalente in frutta e verdura fresche derivanti dalle eccendenze di produzione agricola. I risultati sono stati impressionanti:
Costo basso; problema sanitario risolto; spazzatura rimossa, differenziata e riciclata; surplus agricoli valorizzati… E sopratutto, si è riusciti ad integrare e migliorare la dieta delle fascie sociali più povere, con frutta e verdura fresca. Qualità di vita e salute migliore per tutta la popolazione!

Lerner ha saputo trovare delle soluzioni ingegnose a dei problemi communi di spreco e inquinamento. Ha istaurato il ”Telefono della solidarietà” che permette la raccolta di mobili ed elettrodomestici usati, riparati da apprendisti artigianati, e rivenduti a basso prezzo o anche regalati a famiglie bisognose. Per curare le sue grandi aree verdi senza dovere acquistare trattori e benzina, ha usato delle pecore “municipali”.
Tutto ciò è stato realizzato grazie al coinvolgimento della popolazione, responsabilizzata rispetto ad un problema che la riguardava in modo diretto e alla cui soluzione poteva dare un contribuito determinante!
Diciamo che tante città ‘’sviluppate” avrebbero delle lezioni da trarre dall’esperimento di Curitiba… A quando una Milano, una Barcellona, una Parigi o una Los Angeles ecosostenibile sul modello di Curitiba??