Articoli marcati con tag ‘bicicletta’

Città visionarie, città virtuose: Curitiba

martedì, 3 marzo 2009
curitiba_1
Curitiba, Brasile.
2 milioni di abitanti, città moderna e capitale dello stato del Paranà, nel sud del paese.

Un caso molto particolare, anzi esemplare, nell’urbanizzazione moderna. Una città dove la creatività, al servizio di un’amministrazione illuminata, è stata in grado di coinvolgere attivamente i cittadini in una trasformazione urbana senza precedenti. Curitiba è la “capitale” ecologica del Brasile, la città con più aree verdi al mondo: 55 metri quadri per persona. Negli anni settanta è qui che viene ideata e realizzata la prima isola pedonale urbana del pianeta. Un laboratorio vivente dove si testa un nuovo stile di vita non pianificato dall’alto ma coordinato con tutte le parti sociali. Curitiba rappresenta un esempio pratico di una città ecologica e che dà reale valore all’ecosistema.


Un passo indietro. Nel 1971, in un’elezione contestata, Jaime Lerner viene eletto sindaco di Curitiba. Urbanista e architetto visionario si trova davanti ad una città da ‘’terzo mondo’’, pochi soldi in cassa e la necessità di far transitare sui mezzi pubblici un numero enorme di persone per salvare dal totale congestionamento la vitalità stessa della città. La costruzione di una metropolitana avrebbe indebitato per decadi i conti del comune. Da qui l’idea geniale: ‘metropolizzare’’ l’autobus, l’unica tecnologia finanziariamente accessibile. In poco tempo Curitiba cambia volto…


Alla Volvo vengono commissionati una serie di speciali autobus bi-articolati ciascuno in grado di trasportare fino a 300 passeggeri. Per velocizzare i tempi di imbarco e garantire l’accessibilità anche ai disabili, l’accesso avviene attraverso speciali stazioni tubo, che garantiscono anche il pagamento anticipato del biglietto. Gli autobus viaggiano su corsie esclusive ad una frequenza di 50 secondi durante gli orari di punta! Un sogno anche nelle città più avanzate in Europa e negli Stati Uniti. E così, quello che si è ottenuto è una sorta di metro di superficie su gomma con un investimento pari a un decimo rispetto a quello di una metropolitana sotterranea, ma con performance del tutto analoghe:

  • Flotta di 1100 autobus
  • 12500 viaggi ogni giorno
  • 1,3 milioni di passeggeri (20 mila/ora: più di quanti viaggino sui mezzi pubblici di New York!)
  • 70% della popolazione attiva si sposta sui mezzi
  • riduzione di 27 milioni di viaggi in macchina ogni anno
  • Risparmio pari a 27 milioni di litri di benzina annuo…

curitiba_2

Grazie alla loro efficienza, il 30% degli abitanti abbandona l’auto e per andare al lavoro sale sui mezzi pubblici. Il risultato? Forte riduzione del traffico, aria più pulita a beneficio di uno stato di salute e una qualità di vita migliore.

Al rifiuto di massa dell’auto contribuiscono anche 160 chilometri di piste ciclabili. Per Lerner trasformare la città modificando dalle radici il sistema dei trasporti era fondamentale. Secondo il sindaco visionario: nulla ha influenza più rapida sulla coscienza dei cittadini quanto l’efficienza dei mezzi pubblici.

L’aspetto più interessante del caso di Curitiba è stata la grande capacità di ottenere la partecipazione e il coinvolgimento della popolazione nelle soluzioni dei problemi urbani. La settimana prossima esploreremo gli altri progetti innovativi sviluppati a Curitiba a cui i cittadini hanno preso parte con entusiasmo…

Um o próximo!

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1 marzo - Giornata delle ferrovie dimenticate

venerdì, 27 febbraio 2009

Cittadini, avete voglia di un bel soffio d’aria fresca, di una bella passeggiata o di una tranquilla pedalata?

ferrovie_dimenticate

Questa domenica, 1° marzo, è la Giornata delle ferrovie dimenticate. Ecco l’occasione di scoprire un’eredità nascosta dell’era industriale! Dal Piemonte alla Sicilia sono organizzate gite ed attività di tutti tipi per rivalorizzare dei percorsi già a disposizione… perché non usufruirli?

Da Milano è prevista un’escursione sulla tratta dimessa Milano Rogoredo-Chiaravalle. Cui trovate il programma della giornata, e potete vedere cui un video della giornata delle ferrovie dimenticate 2008.

Organizzata dal gruppo Co.Mo.Do. (una confederazione di Associazioni che si occupano di mobilità alternativa, tempo libero e attività outdoor con l’obiettivo di promuovere una rete nazionale di mobilità dolce), la Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate si propone una serie di obiettivi:

  • tramandare alle giovani generazioni il valore e l’importanza della ferrovia come mezzo di trasporto sostenibile,
  • promuovere la conoscenza del patrimonio storico delle ferrovie italiane,
  • spingere alla riattivazione, come ferrovie turistiche, delle piccole ferrovie soppresse o scarsamente esercitate,
  • incentivare l’uso della ferrovia come vettore della mobilità dolce (treno + bici, trenotrekking ecc.),
  • stimolare il recupero delle ferrovie definitivamente abbandonate sottoforma di piste ciclopedonali.

Il ricupero delle ferrovie in disuso sostiene anche la salvaguardia del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico. Immaginate un attimo: la riqualificazione di queste vie inutilizzate potrebbe diventare il collegamento diretto del cittadino colla campagna, promovendo così la mobilità dolce e sostenibile. Auguriamocelo per una città diversa e una nuova mobilità sostenibile!

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Progetto Shared-Space: la strada conviviale e sicura per tutti

lunedì, 23 febbraio 2009

Stop. Semafori. Dissuasori. Strisce pedonali. Segnali di precedenza. Senso unico. Corsie riservate. Piste ciclabili. Marciapiedi. Zone di sosta. ‘’Tutte queste indicazioni stradali dicono alle macchine: ‘Questo è il tuo spazio, e abbiamo organizzato il tuo comportamento in maniera tale che se segui tutte le regole, niente ti può succedere.’ Invece è un errore.’’ dice Hans Monderman, ingegnere stradale dei Paesi Bassi.

Ma… è possibile per le macchine, le biciclette e i pedoni condividere le strade senza la mediazione dei cartelli stradali? Un esperimento interessante del Signore Monderman ha dimostrato di che è possibile.

shared-space-web

L’ingegnere olandese è uno dei leader nella pianificazione stradale che riunisce design urbano, scienza sociale, ingegneria civile e psicologia. L’approccio è radicalmente contro-intuitivo: costruire strade che sembrano pericolose e…invece si rivelarono più sicure!

Cioè?

Praticamente, alle intersezioni si tolgono tutte le indicazioni stradali - strisce, semafori, anche i marciapiedi - e il traffico corre autonomamente… Simile al principio della rotonda, ma senza rotonda…. Ma come è possibile?

Shared Space, lo spazio condiviso così creato favorisce l’interazione fra gli utilizzatori della strada, che devono autoregolarsi. Monderman ha provato che andando a una velocità appropriata, autisti e pedoni sono capaci di creare un contatto oculare e di anticipare il loro atteggiamento reciproco. Questione di intuizione. In diverse città, la strategia di Monderman ha ridotto il numero di incidenti e di lesioni! Per esempio: a West Palm Beach, in Florida, hanno adottato questa strategia di pianificazione stradale. Ne è risultato un traffico più lento, meno incidenti e una media di tempo di percorrenza più bassa.

Non ci credete? Guardate qui la dimostrazione. Potete anche leggere questi articoli divertenti sul New York Times e su Wired.

La strategia del progetto Shared Space è quindi di creare uno spazio sociale che favorisca l’interazione fra gli utilizzatori, migliorando la qualità dello spazio pubblico e di conseguenza nasce un senso di responsabilità comunitaria! Semplice!  Ma non necessariamente ovvio…

Shared Space è un’altra prova che esistono diverse maniere di reinventare le nostre città, sfruttando lo spazio urbano in modo creativo e conviviale!

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Die-in Montréal: una provocazione per una città più sostenibile

lunedì, 2 febbraio 2009

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L’automobile occupa un sacco di spazio in città. Peggio: la città è pianificata PER l’automobile! Rumorosa, grossa, inquinante, veloce, pericolosa, veicoli motorizzati di tutti i tipi popolano le città quasi tanto quanto i cittadini stessi! Invece, non è ovvio per tutti che la macchina debba essere la regina delle strade.

A Montreal hanno trovato un modo molto creativo per chiedere una ‘’riappropriazione’’ delle strade, e quindi di una bella percentuale dello spazio pubblico urbano. L’idea è nata nel 1976 da un gruppo di ciclisti militanti, Le Monde à Bicyclette: ecologisti e sportivi hanno organizzato una manifestazione teatrale in pieno centro-città per denunciare l’impero della macchina.  Trent’anni dopo, nel 2006, un nuovo collettivo cittadino su due ruote - il Montréal à Vélo (MAV) - ha ripreso l’idea a supporto della causa pedonale e ciclistica, in occasione del Giorno internazionale senza macchina (ogni anno verso la fine di settembre).

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Ma che cos’è?  Sullo stesso concetto di un bed-in o di un sit-in e in modo molto creativo, il Die-in Montréal invita i partecipanti a “fare i morti”, stesi per terra nel bel mezzo della strada, pitturati di falso-sangue e fasciature. Ovviamente, si denuncia in maniera molto forte le morti causate direttamente o indirettamente dall’automobile. Però allo stesso tempo, lo scopo ricercato è di promuovere mezzi alternativi di trasporti ecologici, e di ridare alla macchina il suo ruolo primario che dovrebbe consistere nel fare spostamenti lunghi e difficili, affinché l’uso eccessivo ne rimanga limitato. Il risultato è un tappeto stradale di gente colorata e di biciclette, sotto il cielo di grattacieli di Montreal. Fa’ il suo effetto!

Malgrado l’apparenza macabra, il die-in è un evento allegro dove ciclisti e pedoni si incontrano per scambiare idee, per condividere un momento potente, e dove in seguito ci sono dibattiti e proiezioni sul tema della riduzione del parco automobilistico e dei mezzi di trasporto alternativi. Ognuno è invitato a condividere la sua visione personale, magari utopistica della città, per un futuro urbano più sostenibile.

Guardate il video!

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