Articoli marcati con tag ‘arte urbana’

Milano ripensa Milano

venerdì, 17 aprile 2009

immagine-1Amatori della cultura e della città, non perdete questo sabato il Metrocult Day 2009, una giornata d’iniziative artistiche-culturali, d’interattività, d’istallazioni e di performance, di discussione e dibattiti sullo spazio della cultura in città. 16 eventi artistici organizzati da associazioni che lavorano sul territorio milanese accenderano i riflettori sulla mancanza di spazio per la cultura.

Per l’occasione, lo Spazio Oberdan si trasforma in centro nevralgico multimediale dell’evento, dove sarà possible vedere collegamenti in diretta con i progetti sparsi attraverso la Milano metropolitana, e accoglierà anche numerosi ospiti che rifletteranno sul tema degli spazi e della cultura. Consultate la mappa interattiva per conoscere tutte le iniziative. Per riappropriarsi dello spazio urbano.

Parlando di riappropriazione dello spazio, i podisti di Marte si danno di nuovo appuntamento in centro città domenica mattina 19 aprile per percorrere 8 km distribuendo messaggi alla città… mettendo le basi di un “corso pratico di educazione urbana”. Ritrovo alle 9.15 circa alla fontana del Castello, si parte alle 9.30 in punto.

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Basurama - Tu basura no es basura

giovedì, 9 aprile 2009

Basura. Spazzatura in spagnolo.
Basurama (quindi Spazzaturama), dal 2000, è semplicemente un progetto di riciclo creativo dei rifiuti urbani. Di tutti i tipi. Nato dell’iniziativa della Scuola d’Architettura dell’Università di Madrid, prima di tutto è un forum di discussione e di riflessione sul recupero dei rifiuti cittadini dentro la società consumista nella quale viviamo. Propone iniziative come scambi di oggetti usati sul modello del baratto, trasmissioni televisiva sulla sostenibilità nella cultura popolare, monitoraggio del consumo del territorio, e non solo…

Ecco alcuni esempi delle iniziative di Basurama:
rus-basurama-4501
RUS - Residuos Urbanos Solidos (Residui Urbani Solidi) è un progetto d’arte pubblico multiforme attivo in diverse città dell’America ispanofona. Il Rus culmina ogni volta in un’evento urbano in uno spazio pubblico degradato dove si espone l’opera e si spiega il processo di creazione. E’ un progetto geograficamente importante perché le baraccopoli del SudAmerica sono spesso stracolme di rifiuti abbandonati. Gli abitanti e i politici di questi Paesi  devono trovare nuovi modo per gestire spazi con un’elevata densità di popolazione.

Obsoletos.org è un progetto di ricerca, creazione e diffusione di sistemi creativi per la trasformazione dei residui tecnologici. Attraverso uno blog è possibile scambiarsi  informazioni, idee ed esplorare varie possibilità di recupero di rifiuti come, ad esempio,  riutilizzare al meglio schermi catodici, telefonini, computer, CD-player e stereo, ecc. Questi rifiuti, con le loro componenti elettroniche, sono tra i più nocivi e vengono sempre più  dispersi nell’ambiente poichè sono ancora rare le strutture di recupero specializzate.

Eres lo que tiras - Sei quello che butti . Luglio 2007 in occasione del FIBart07, spiaggia di Voramar en Benicássim, Castellón. Istallazione trasparente dove fu raccolta ed esposta tutta la spazzatura buttata sul sito del festival. L’impatto visivo fu impressionante, con lo scopo educativo di sensibilizzare sull’effettiva quantità di sprechi e inquinamenti inutili che generiamo … magari questo ha fatto riflettere qualcuno!
basura-playa
La città è piena di rifiuti. Quindi, ricorda prima di buttare qualsiasi cosa:

Tu basura no es basura.

La tua spazzatura non è spazzatura.

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Lamentiamoci di cuore!

giovedì, 5 marzo 2009

«A Milano sgomberano i centri sociali ma non la neve».

«La Milano da bere fa male allo stomaco».

«A Milano, solo in centro, ci sono le bici comunali ma troppo poche piste ciclabili».

«A Milano tutti hanno fretta».

Il LA è stato dato, e via con le lamentele cittadine musicali che potrete sentire questa fine settimana in giro per la città!
Il Coro delle Lamentele milanese intonerà il ritornello: ‘’Milano No No No!’’ in una terapia collettiva musicale e tutta naturale! Dopo Firenze (dove i cittadini avevano tra l’altro reclamato musei gratuiti almeno per i residenti!), Milano è la seconda città italiana a partecipare a questo fenomeno mondiale chiamato Complaints choir. Sfogiamoci cantando!

coro-lamentele

Due artisti finlandesi Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen, un giorno discutevano della parola ‘’Valituskuoro’’: l’espressione descrive una situazione in cui tanta gente si lamenta contemporaneamente. E hanno pensato che sarebbe bellissimo prendere l’espressione alla lettera e creare un vero e proprio Coro delle Lamentele!  E cosi, il primo coro ha cantato le sue recriminazioni a Birmingham nel 2005. Il fenomeno si è velocemente esteso nelle città di tutto il mondo: Amburgo, Helsinki, Melbourne, Singapore, Budapest, Gerusalemme, ecc. Le lamentele collettive sono diventate così un “opera” vera e propria di sublimazione, una terapia per altro vecchia come il mondo. «Lamentarsi - dicono i Kalleinen - è un fenomeno universale. Il progetto dunque può essere organizzato ovunque».  Ecco dei pezzi scelti delle lamentele internazionali:

Perché le magliette si restringono dopo il primo lavaggio? Il mio profilo è troppo brutto…
Ci sono tante cose da comprare e mai abbastanza soldi. La mia città è grigia e sporca.
Le tasse sono troppo alte… Perché ho sempre freddo ai piedi d’inverno? …’’

E si può continuare tanto tempo cosi a lamentarsi, perché alla fine di cose che non vanno in questo mondo, ce ne sono tante!
Ogni volta poi, vengono prodotti dei video, che in futuro verranno raccolti in una rassegna artistica degli artisti finlandesi.
L’organizzatore milanese del Coro, LamentaMI, è Lorenzo Magnaghi, anima musicale di The Tune. Spiega: «Abbiamo cercato di strutturare le lamentele creando un brano pop che avesse un suo ritmo ed evitasse i luoghi comuni. Per questo abbiamo coinvolto Emil, giovane cantautore milanese.» L’appuntamento per sentire il risultato è nelle vie del centro storico sabato e domenica durante il pomeriggio. Tenete le orecchie aperte!

Il Coro delle Lamentele non è di Destra né di Sinistra
Il Coro delle Lamentele non è né maschio né femmina
Il Coro delle Lamentele non è né giovane né vecchio
Il Coro delle Lamentele non è né ricco né povero
Il Coro delle Lamentele non ha un colore della pelle
Il Coro delle Lamentele non ama e non odia
Il Coro delle Lamentele è un gioco
Il Coro delle Lamentele è un’opera d’arte

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poesia di strada

giovedì, 26 febbraio 2009

ivan1

Avete mai sentito parlare si poesia di strada, poesia d’assalto o del movimento Agire poesia? Perché limitare l’arte delle parole ai libri o alle letture interpretative? Perché non lasciare al cittadino l’occasione di appropriarsi del senso poetico, per farlo suo? Perché non sparpagliare sui muri grigi della città spuntini di bellezza linguistica? Appunto, questo giovane movimento artistico propone e promuove nuove tecniche e contenuti d’una poetica che spezza il confine elitario della poesia e si diffonde liberamente in piazza, nelle strade, tra la gente. Poesia pubblica, poesia spaziale, poesia attiva, poesia cittadina. Nasce proprio dal concetto di strada, dal suo intendersi come luogo di socialità e confronto collettivo.

“il poeta sei tu che leggi” –i.v.a.n.

E così ci interpella il poeta milanese ivan che dal 2003 ricopre i muri della città con le sue poesie, precursore della poesia d’assalto, coinvolgendo il pubblico che la scopre così a caso, sotto casa… Contestato e apprezzato, considerato artista e poeta, agitatore culturale, graffitaro o vandalo, ivan è indiscutibilmente protagonista di punta del crescente movimento street art italiano, nonché fondatore del movimento della poesia di strada. 

‘’Se lo spazio manca è giusto prenderlo’’

Un invito a seminare, a far fiorire le parole negli spazi pubblici per imbellire il nostro quotidiano. Artista eteroclita e con idee sensibili e impegnate, ivan non ha mai abbandonato la dimensione pubblica del far poesia per le vie. La poesia di strada fa sorridere, riflettere, sognare e fantasticare. E’ anche un altro modo per riappropriarsi dello spazio, per protestare contro la monotonia, per avvicinare le persone.

‘’Diverso è un altro modo per dire noi’’

Potete scoprire questo personaggio singolare un po’ dovunque a Milano. Forse avete visto le sue poesie a dicembre in piazza Fontana, o dentro La Rinascente in piazza Duomo? Avete magari colto una delle 1000 barchette di carta che martedì scorso hanno navigato lungo l’Adda, col loro carico poetico… Se no, potete anche cicclare cui per vedere dove è passato, dove ha scritto le sue parole negli ultimi anni. Oppure potete andare a visitare la mostra Poesia Viva, allo Spazio Oberdan fino al 15 marzo.

Poeti di strada… noi, chiunque, tutti!

manifesto-ivan 

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Facciamoci 2 risate: Milano Clown Festival @ Isola 26-27-28 febbraio

mercoledì, 25 febbraio 2009

petit-clown-longSiamo tutti d’accordo che c’è bisogno di vivere la città in modo più umano. Però perché non immaginarla in un modo buffo, fantastico, divertente, leggero, favoloso, colorato, sorprendente, teatrale, romantico, clandestino e acrobatico? Smettiamo un momento di prenderci sul serio, tiriamo fuori le nostre scarpe da Pippo e indossiamo un po’ tutti i nasi rossi! Siete abbastanza svelti?

milano-clown-festival

Inizia domani, all’Isola, il terzo Milano Clown festival, festival degli artisti di strada, del circo e della comicità.  Proprio dove dovrebbe sorgere il nuovo grattacielo di 28 piani del progetto “Garibaldi-Repubblica”, un piccolo e coloratissimo tendone da circo ospiterà grandissimi artisti internazionali. Sarà il momento per tutti i cittadini milanesi di riappropriarsi di un quartiere ancora ad altezza d’uomo.  I clown non si arrendono!!

26-27-28 febbraio: vi aspettano 100 spettacoli in 3 giorni, tutti ad ingresso libero. Eventi speciali ed incontri (interviene Ginevra Sanguigno, collaboratrice del famoso Patch Adams) sul tema della donna clown, e gran finale con il concerto di Tonino Carotone sabato sera.

CriticalCity ci sarà, pronti a scherzare come sempre!  Ci raggiungete?

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Angeli di Bologna

venerdì, 20 febbraio 2009

angeli_top

Chi rifiuterebbe un ‘’volo di ritorno’’ a casa accompagnato da un angelo?

Dal 2007 sono comparsi su alcune linee di autobus di Bologna dei personaggi alati confortanti. Ogni venerdì sera, gli Angeli alle fermate si offrono di accompagnare le persone sole a casa, raccontano storie e recitano poesie, raccolgono sorrisi e lagnanze, distribuiscono informazioni civiche e turistiche, ascoltano le confidenze. Prestano il loro talento teatrale e dedicano il loro tempo a favorire la coesione sociale, per creare un sentimento di sicurezza e incoraggiare l’utilizzo dei mezzi pubblici alla sera.

L’ideatore di questo bellissimo progetto è Mirco Alboresi, regista e autore del Teatro dei Mignoli. Ha voluto fondare un nuovo teatro di strada con funzione sociale; cosi, gli Angeli sono animatori teatrali con il ruolo di assistenti civici. Combattono in un modo nuovo ed efficiente l’isolamento che c’è tra le persone e il sentimento d’insicurezza. Il teatro diventa quindi strumento di coesione sociale, d’informazione e d’integrazione (diversi angeli sono di altre culture).

I volontari-angeli seguono un corso di formazione che si divide tra l’animazione teatrale e la mediazione dei conflitti. Poi, il venerdì sera, si rimettono le ali e compaiono in gruppi alle fermate di via Rizzone, pronti all’improvisazzione!

LE CARATTERISTICHE DI UN BUON ANGELO:angelessa3

1) Disponibilità almeno di una serata (venerdì) al mese per l’attività
2) Predisposizione ai contatti sociali e all’interazione
3) Capacità di ascolto (angeli ascoltatori, intervistatori) o teatrali (letture, interpretazioni, performance)
4) Maggiore età
5) Nessun precedente penale.

Angeli alle fermate è un’iniziativa sostenuta dal settore delle politiche giovanili del comune di Bologna. Per conoscere altre attività promosse dagli Angeli, potete ascoltare l’intervista radiofonica di Mirco Alberesi, ovvero AngelMir,  su FlashMusica.

Tutti dovrebbero avere, ma anche essere, un angelo… e non solo alle fermate dell’autobus!

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Rifiuto con Affetto – lascia e raccogli

mercoledì, 4 febbraio 2009

rifiuto_affetto

Avete mai pensato che c’è una quantità di oggetti di consumo che potrebbero avere una seconda vita? Chi non ha mai detto: ‘’Mi dispiace buttarlo via…’’?  Non credete che ci sia un potenziale nascosto nei vostri cassonetti della spazzatura?

A Venezia, tre artiste provenienti dal mondo delle belle arti e del design, Roberta Bruzzechesse, Maddalena Vantaggi e Maria Zanchi, hanno voluto indagare sullo spreco, esplorando i limiti tra lo spazio pubblico e privato, tra collettività e individuo, nel quotidiano.  Dopotutto, lo scambio non è economico e sostenibile?

Cosi nel 2007 è nato Rifiuto Con Affetto (RCA), un nuovo servizio di raccolta rifiuti per il recupero tra cittadini di oggetti ancora utilizzabili, sottraendoli dalla discarica e limitandone lo spreco. Il progetto si inserisce nella campagna del comune di Venezia per la riduzione dei rifiuti. A Venezia-Giudecca quindi sono comparsi, nel 2007, dei cassonetti della spazzatura modificati e trasformati in luogo di scambio. Il davanti è trasparente e l’interno -  suddiviso con delle mensole - crea una specie di vetrina e permette una nuova relazione tra il contenuto di ‘’rifiuti’’ e l’esterno, facilitandone il recupero.  

1569844453_0d37b0dd66_mCome funziona? Il cittadino che vuole sgomberare un po’ il suo armadio o la sua biblioteca può portare gli oggetti di cui vuole disfarsi e deporli nel cassonetto modificato di RCA. Dopodiché chi passa, bisognoso di una brocca, di un nuovo paio di scarpe o semplicemente curioso di scoprire un nuovo libro, potrà raccogliere quello che gli serve e portarselo a casa, garantendo così una nuova vita a questi oggetti altrimenti destinati alla distruzione.  Lascia e raccogli, semplice! ‘’Rifiutare’’ può diventare un’azione critica e consapevole, e anzi sostenibile! 

Rifiuto Con Affetto è una bella dimostrazione di arte applicata alla soluzione di problemi sociali. Visto il successo dell’iniziativa e l’apprezzamento da parte dei cittadini (qui le le interviste), speriamo che RCA si diffonda presto in altre città italiane, sopratutto sotto casa nostra!

Da tempo i rifiuti vengono recuperati dagli artisti diventando materia prima delle loro opere, o da studenti bisognosi di arredare la casa a poco costo.  RCA dimostra che si può anche superare la barriera psicologica che impedisce al cittadino ordinario di ‘’esplorare la spazzatura’’ alla ricerca di tesori riutilizzabili.  Dopotutto molti oggetti vintage - che si pagano a così caro prezzo nei negozi specializzati! - non provengono spesso proprio da là?

Evviva il baratto!!

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Die-in Montréal: una provocazione per una città più sostenibile

lunedì, 2 febbraio 2009

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L’automobile occupa un sacco di spazio in città. Peggio: la città è pianificata PER l’automobile! Rumorosa, grossa, inquinante, veloce, pericolosa, veicoli motorizzati di tutti i tipi popolano le città quasi tanto quanto i cittadini stessi! Invece, non è ovvio per tutti che la macchina debba essere la regina delle strade.

A Montreal hanno trovato un modo molto creativo per chiedere una ‘’riappropriazione’’ delle strade, e quindi di una bella percentuale dello spazio pubblico urbano. L’idea è nata nel 1976 da un gruppo di ciclisti militanti, Le Monde à Bicyclette: ecologisti e sportivi hanno organizzato una manifestazione teatrale in pieno centro-città per denunciare l’impero della macchina.  Trent’anni dopo, nel 2006, un nuovo collettivo cittadino su due ruote - il Montréal à Vélo (MAV) - ha ripreso l’idea a supporto della causa pedonale e ciclistica, in occasione del Giorno internazionale senza macchina (ogni anno verso la fine di settembre).

die-in-montreal-2008

Ma che cos’è?  Sullo stesso concetto di un bed-in o di un sit-in e in modo molto creativo, il Die-in Montréal invita i partecipanti a “fare i morti”, stesi per terra nel bel mezzo della strada, pitturati di falso-sangue e fasciature. Ovviamente, si denuncia in maniera molto forte le morti causate direttamente o indirettamente dall’automobile. Però allo stesso tempo, lo scopo ricercato è di promuovere mezzi alternativi di trasporti ecologici, e di ridare alla macchina il suo ruolo primario che dovrebbe consistere nel fare spostamenti lunghi e difficili, affinché l’uso eccessivo ne rimanga limitato. Il risultato è un tappeto stradale di gente colorata e di biciclette, sotto il cielo di grattacieli di Montreal. Fa’ il suo effetto!

Malgrado l’apparenza macabra, il die-in è un evento allegro dove ciclisti e pedoni si incontrano per scambiare idee, per condividere un momento potente, e dove in seguito ci sono dibattiti e proiezioni sul tema della riduzione del parco automobilistico e dei mezzi di trasporto alternativi. Ognuno è invitato a condividere la sua visione personale, magari utopistica della città, per un futuro urbano più sostenibile.

Guardate il video!

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