Articoli marcati con tag ‘architettura’

Missione #5208 - Esplorazione urbana

lunedì, 11 maggio 2009

Si gioca a Ravenna!
CriticalCity presenta D, caro.gio, fluosa, aelomdebur e yopparai alle prese con un’esplorazione urbana di un certo livello…

Ecco il loro racconto:

D - Cupola abbandonata a Milano Marittima, provincia di Ravenna.

Un gruppo di temerari si è avventurato nella boscaglia alla ricerca di un luogo leggendario e misterioso, teatro di fumosi rave-party clandestini e dimenticato dalla società civile.
L’arte non conosce limiti né confini di tempo e spazio, traducendo e riproponendo una Cappella Sistina in chiave post-punk come pietra miliare del millennio cui siamo faticosamente sopravvissuti…

Fluosa - Fortunosamente mentre eravamo in esplorazione passava di lì un signore che si è inchiacchierato -esordendo con un “ma dovevate venirci quando si ballava!”- e ci ha spiegato la storia di questa cupola, dato che lui era l’elettricista durante la sua costruzione.

Allora, questa cupola venne costruita nel 1968 ed era una discoteca, chiamata Woodpecker. Attorno potete vedere una specie di acquitrino, ma anche all’epoca c’era veramente (ovviamente era pulito…)! Infatti, la cupola era attorniata da 50 cm d’acqua, e c’era una passerella a pelo d’acqua appunto per permettere il camminamento. A inizio anni ‘70 purtroppo fallì, perchè troppo avanti per l’epoca!
O almeno, così ci ha detto il signore… Infatti mamme varie che la frequentavano ci hanno dato una versione diversa: sarebbe fallita perchè frequentata da drogati…
Comunque, fatto sta che è fallita ed è stata lasciata andare; negli anni poi il proprietario è morto ed è stata utilizzata da vagabondi per viverci, prostitute per lavorare e gggiòvani per farci dei rave.
Una perla: i graffiti sono opera di Blu, chi bazzica Bologna (ma non solo dato che si trovano i suoi pezzi per tutta Europa) può riconoscerlo.

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Design Swap

giovedì, 23 aprile 2009
Swap è la parola inglese per baratto. Le Feste del Baratto, ovvero i Swap Party (maniera più trendy per designarle) sono di moda questi tempi. Un movimento che ha fatto la sua apparizione ufficialmente un paio d’anni fa in Italia (con l’aiuto della rete) ma che è vecchio come il mondo…
Perché fare shopping è costoso,  perché non bisogna riempire le discariche con oggetti ancora utilizzabili,  perché è ”fashion” e ”green”,  p erché ci dispiace buttare via un oggetto con una sua storia,  per risparmiare,  per socializzare: tutte le ragioni sono buone per partecipare ad uno Swap Party!

Nel cuore della follia del Salone del Mobile, quando tutta Milano si emoziona per il Design con la D maiuscola, l’Atelier del Riciclo organizza un Swap Party Design questo sabato, 25 aprile, alla Triennale Bovisa dalle 17 alle 22.  Si potranno scambiare oggetti per la casa con abiti, borse e bijoux. Durante l’evento, bioarchitetti ed esperti di arredamento offriranno consulenza gratuita per la ristrutturazione  e l’edilizia ecosostenibile, secondo gli ultimi standards del green-design e del risparmio energetico. Una sezione dello swap sarà anche dedicata ai libri di arredamento, architettura e design. Requisito essenziale: che siano oggetti di gusto e di design.
Per un riuso creativo delle nostre  ”cianfrusaglie”!!

swap-party-design
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Giungla urbana

giovedì, 16 aprile 2009

Città  inarrestabili: aumentano di volume, si espandono ricoprendo tutto di  cemento mentre cresce l’uso smisurato dei veicoli motorizzati.  Più grandi sono e  più ampia è l’area di isolazione termica urbana che creano al loro interno e  che si ripercuote direttamente sulla qualità di vita dei cittadini. Poichè l’ecosistema urbano è parte integrante dell’ecosistema globale, perché non ricorrere alla vegetazione per aumentare la biomassa di una città?  In maniera molto semplice: impiantando spazi verdi sui tetti e sulle pareti… La parete vegetale esiste dacché le piante rampicanti sono rampicanti! Essa ha la capacità di coprire diversi elementi verticali e trasformarli in arredo vegetale. Un esempio?

quai_branly_mai_2006

La parete vegetale in città porta molti vantaggi tra cui quello di ridurre  l’effetto di isolazione termica urbana,  creare nicchie ecologiche di biodiversità. La vegetazione ha una capacità di auto-epurazione e può così mantenere delle superfici filtranti, assorbire i prodotti inquinanti presenti nell’atmosfera e captare la polvere nell’aria. “Vegetalizzare” in modo verticale permette di guadagnare spazio e aumentare facilmente la superficie verde della città. Inoltre, un muro vegetale agisce come termoregolatore, isola d’inverno e climatizza d’estate, protegge i palazzi dai prodotti inquinanti, dalle intemperie, dall’umidità e dai raggi diretti del sole. In più, il mobilio urbano (pali dell’alta tensione, lampioni, panchine, pensiline eccetera) può essere concepito per ospitare la vegetazione.

Il parco MFO, inaugurato in maggio 2002, è stato realizzato a Zurigo su di un vecchio sito industriale, con l’obiettivo di dare una nuova vita a questo luogo, creando una piazza pubblica aperta e innovativa. Il risultato si presenta come un immenso pergolato metallico che collega una rete di spazi verdi. La struttura è formata da una doppia parete di reticoli e cavi d’acciaio tesi che le piante rampicanti invadono col tempo. Si attende il giorno in cui raggiungeranno il loro pieno potenziale e daranno una piazza pubblica con pareti e tetti “vivi”.

Per leggere di più e vedere altri esempi, potete visitare il sito di Patrick Blanc, precursore delle pareti vegetali.

Sappiamo che la qualità di un ambiente è legata alla sua concentrazione di vegetazione. In una prospettiva di “vegetalizzazione” dello spazio urbano, svariate procedure offrono oggi la possibilità di rinverdire delle superfici urbane fino ad ora inaccessibili alle piante non rampicanti, tali i tetti e le pareti verticali delle costruzioni. Dipende da noi lavorare congiuntamente con le diverse discipline della pianificazione del territorio per trasformare i nostri spazi privati, pubblici e comunitari in luoghi dove è bello vivere.


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Basurama - Tu basura no es basura

giovedì, 9 aprile 2009

Basura. Spazzatura in spagnolo.
Basurama (quindi Spazzaturama), dal 2000, è semplicemente un progetto di riciclo creativo dei rifiuti urbani. Di tutti i tipi. Nato dell’iniziativa della Scuola d’Architettura dell’Università di Madrid, prima di tutto è un forum di discussione e di riflessione sul recupero dei rifiuti cittadini dentro la società consumista nella quale viviamo. Propone iniziative come scambi di oggetti usati sul modello del baratto, trasmissioni televisiva sulla sostenibilità nella cultura popolare, monitoraggio del consumo del territorio, e non solo…

Ecco alcuni esempi delle iniziative di Basurama:
rus-basurama-4501
RUS - Residuos Urbanos Solidos (Residui Urbani Solidi) è un progetto d’arte pubblico multiforme attivo in diverse città dell’America ispanofona. Il Rus culmina ogni volta in un’evento urbano in uno spazio pubblico degradato dove si espone l’opera e si spiega il processo di creazione. E’ un progetto geograficamente importante perché le baraccopoli del SudAmerica sono spesso stracolme di rifiuti abbandonati. Gli abitanti e i politici di questi Paesi  devono trovare nuovi modo per gestire spazi con un’elevata densità di popolazione.

Obsoletos.org è un progetto di ricerca, creazione e diffusione di sistemi creativi per la trasformazione dei residui tecnologici. Attraverso uno blog è possibile scambiarsi  informazioni, idee ed esplorare varie possibilità di recupero di rifiuti come, ad esempio,  riutilizzare al meglio schermi catodici, telefonini, computer, CD-player e stereo, ecc. Questi rifiuti, con le loro componenti elettroniche, sono tra i più nocivi e vengono sempre più  dispersi nell’ambiente poichè sono ancora rare le strutture di recupero specializzate.

Eres lo que tiras - Sei quello che butti . Luglio 2007 in occasione del FIBart07, spiaggia di Voramar en Benicássim, Castellón. Istallazione trasparente dove fu raccolta ed esposta tutta la spazzatura buttata sul sito del festival. L’impatto visivo fu impressionante, con lo scopo educativo di sensibilizzare sull’effettiva quantità di sprechi e inquinamenti inutili che generiamo … magari questo ha fatto riflettere qualcuno!
basura-playa
La città è piena di rifiuti. Quindi, ricorda prima di buttare qualsiasi cosa:

Tu basura no es basura.

La tua spazzatura non è spazzatura.

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Città visionarie, città virtuose: il quartiere BedZED di Londra

lunedì, 6 aprile 2009

Torniamo alla nostra esplorazione dei mondi urbani innovativi. Oggi, dopo il Brasile, andiamo in GranBretagna nel quartiere di BedZED.

bedzed1

Beddington Zero Energy Development (BedZED) è un quartiere eco-sostenibile d’avant-guardia a sud di Londra, nel sobborgo di Sutton. E’ stato costruito tra il 2000 e il 2002, facendone il primo insediamento di questo genere al mondo. Ci sono 82 appartamenti luminosi di proprietà, e 1405 metri quadri di spazi uffici.

Ma partiamo dall’inizio. Il responsabile del progetto, l’architetto Bill Dunster, ha voluto costruire uno spazio abitabile a basso impatto energetico, riducendone l’impronta ecologica già dalla costruzione. Infatti, tutti i materiali utilizzati sono stati riciclati o fatti venire da un raggio massimo di 60 kilometri dal cantiere.
Gli appartamenti sono orientati verso sud per accumulare l’energia del sole, e godono di un sistema di ventilazione ”convogliatore d’aria” ottimizzato per non disperdere il calore d’inverno e rinfrescare la casa d’estate. Ogni palazzo è dotato di panelli fotovoltaici e il consumo d’energia solare auto-prodotta riduce di un terzo la bolletta d’elettricità degli abitanti di BedZED. Inoltre, ogni abitazione è dotata di giardino pensile (sky garden) e di serre che ampliano del 15% lo spazio aperto dei singoli appartamenti, creando un qualità della vità che i residenti non scambierebbero più per tornare nei quartiere ”convenzionali”. La communità si incontra in diverse occasioni per vivere insieme il loro quartiere, creando un bel spirito tra i residenti.

Oltre tutto, il riciclaggio quotidiano è ampiamente facilitato. Poi l’acqua piovana è raccolta per annafiare le piante ed essere usata nei cessi: il consumo di acqua potabile è quindi ridotto di un terzo  rispetto agli altri quartieri londinesi. Poi c’è anche la questione trasporto: l’uso di macchine elettriche e il car-sharing sono fortemente incorragiati. Il quartiere è servito bene dai mezzi pubblici, anche con una stazione ferrovia a solo 5 minuti a piedi di BedZED! Ma gran parte della gente che ci vive non ha bisogno di spostarsi lontano, ci lavora anche consequentemente con la loro scelta abitativa: gli uffici sono orientati a Nord, così che consumano meno energia per rinfrescare l’aria d’estate.

Siccome è il primo insediamento del genere, è servito di esperimento e ci sono stati anche degli imprevisti. Tutto sommato, il suo impatto ambientale è minore di qualsiasi altro quartiere londinese, però sarebbe mentire dire che è tutto rosa a BedZED. Potete leggere questo articolo molto edificante sui problemi incontrati con gli anni.

Communque, BedZED è stato il primo di una serie di nuove esperienze di vità urbana con impatto ridotto e sicuramente avrà avuto un impatto essenziale nello sviluppo di nuove città più sostenibili.

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Recetas Urbanas – Strategie sovversive di occupazione urbana

mercoledì, 11 marzo 2009

Santiago Cirugeda,  è un’architetto spagnolo noto per la sua fantasia nel creare abitazioni e spazi pubblici innovativi. Dal 1996 propone iniziative semi-legali di ristrutturazione urbana chiamate Recetas Urbanas (ricette urbane).  Sfrutta dei ‘’vuoti giuridici’’ tra alcuni leggi per praticare un’architettura autonoma. Ecco alcuni esempi delle sue azioni :

Giocare nella pattumiera
pattumiera-gioco
E’ difficile costruire un parco a Siviglia, ma è molto  facile ottenere un’autorizzazione per istallare un bidone della spazzatura in uno spazio pubblico. Queste strutture possono però trasformarsi e, con un piccolo intervento architettonico, diventare campi da gioco,  sale da flamenco, giganti vasi da fiori o sale da lettura.

Casa insetti

Il comune di Seviglia vuole tagliare i pochi alberi nel quartire  Alameda  per un piano di speculazione urbana?  Santiago Cirugeda studia delle  strutture leggere  che vengono montate sugli alberi a 4,5m del suolo, in grado di ospitare i cittadini che protestano per difendere il verde. Le casette sugli alberi sono dotate di  una protezione contro la polizia, una ventilazione estiva e un magazzinino. Lo scopo è creare il più grande campeggio aereo mai visto: la città degli scoiattoli ! Il progetto di guerilla architettonica permette al cittadino di partecipare attivamente e velocemente per la sua città.
casa-insecto
Ingegnoso il signor Cirugeda ! E generoso anche: mette a disposizione del pubblico tutte le ‘’ricette urbane’’ ed invita i cittadini ad appropriarsene… Tutte le istruzioni disponibili sul sito Recetas Urbanas.
Cuciniamo la città per gustarla meglio!

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Parcheggi per senzatetto

mercoledì, 18 febbraio 2009

 

empty-parking-lungaLe città sono piene di strutture che non sono utilizzate al pieno delle loro potenzialità, sopratutto di notte. Spazi che rimangono vuoti, abbandonati, silenziosi. E - sempre di notte - paradossalmente c’è gente che vaga per le città, senza un luogo per dormire, senza un tetto sopra la testa.  Perché non provare a far incontrare queste potenzialità inespresse e queste esigenze?

A Boston, negli Stati Uniti, l’Office for Unsolicited Architecture (OUA) ha fatto una proposta molto originale proprio per riconvertire questi spazi spopolati ed accontentare queste persone. Un gruppo di studenti del MIT (Massachussets Institute of Technology) ha cominciato ad utilizzare i grandi parcheggi urbani per offrire accoglienza ai senzatetto con camper e roulotte. Addirittura durante il giorno, i camper vengono spostati in un luogo che serve da indirizzo postale per i loro “residenti”. Il progetto Free ParkInn ridistribuisce così strutture inutilizzate a chi ne ha bisogno, con un sistema flessibile di pieno utilizzo degli spazi urbani. Un bel esempio di riappropriazzione e riconversione degli spazi per l’integrazione! 

ur-parking-piccola

L’OUA è stato fondato nel 2007 di una collaborazione tra studenti del MIT e del Nederlands Architecture Institute.  La “unsolicited architecture” (in italiano “architettura non richiesta”) propone un metodo alternativo di progettazione:

  1. trovare un  nuovo territorio
  2. non pensare a clienti, budget e programmi
  3. concentrarsi sull’oggetto architettonico, il piano di marketing e un piano finanziario
  4. riflettere
  5. agire

 

Procedendo in questo modo si aprono nuove opportunità per integrare l’architettura con progetti concreti e ad alto impatto sociale, come nel caso del Free ParkInn di Boston.  

Per saperne di più: Volume magazine

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