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Milano ripensa Milano
venerdì, 17 aprile 2009
Amatori della cultura e della città, non perdete questo sabato il Metrocult Day 2009, una giornata d’iniziative artistiche-culturali, d’interattività, d’istallazioni e di performance, di discussione e dibattiti sullo spazio della cultura in città. 16 eventi artistici organizzati da associazioni che lavorano sul territorio milanese accenderano i riflettori sulla mancanza di spazio per la cultura.
Per l’occasione, lo Spazio Oberdan si trasforma in centro nevralgico multimediale dell’evento, dove sarà possible vedere collegamenti in diretta con i progetti sparsi attraverso la Milano metropolitana, e accoglierà anche numerosi ospiti che rifletteranno sul tema degli spazi e della cultura. Consultate la mappa interattiva per conoscere tutte le iniziative. Per riappropriarsi dello spazio urbano.
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Parlando di riappropriazione dello spazio, i podisti di Marte si danno di nuovo appuntamento in centro città domenica mattina 19 aprile per percorrere 8 km distribuendo messaggi alla città… mettendo le basi di un “corso pratico di educazione urbana”. Ritrovo alle 9.15 circa alla fontana del Castello, si parte alle 9.30 in punto.
Giungla urbana
giovedì, 16 aprile 2009Città inarrestabili: aumentano di volume, si espandono ricoprendo tutto di cemento mentre cresce l’uso smisurato dei veicoli motorizzati. Più grandi sono e più ampia è l’area di isolazione termica urbana che creano al loro interno e che si ripercuote direttamente sulla qualità di vita dei cittadini. Poichè l’ecosistema urbano è parte integrante dell’ecosistema globale, perché non ricorrere alla vegetazione per aumentare la biomassa di una città? In maniera molto semplice: impiantando spazi verdi sui tetti e sulle pareti… La parete vegetale esiste dacché le piante rampicanti sono rampicanti! Essa ha la capacità di coprire diversi elementi verticali e trasformarli in arredo vegetale. Un esempio?

La parete vegetale in città porta molti vantaggi tra cui quello di ridurre l’effetto di isolazione termica urbana, creare nicchie ecologiche di biodiversità. La vegetazione ha una capacità di auto-epurazione e può così mantenere delle superfici filtranti, assorbire i prodotti inquinanti presenti nell’atmosfera e captare la polvere nell’aria. “Vegetalizzare” in modo verticale permette di guadagnare spazio e aumentare facilmente la superficie verde della città. Inoltre, un muro vegetale agisce come termoregolatore, isola d’inverno e climatizza d’estate, protegge i palazzi dai prodotti inquinanti, dalle intemperie, dall’umidità e dai raggi diretti del sole. In più, il mobilio urbano (pali dell’alta tensione, lampioni, panchine, pensiline eccetera) può essere concepito per ospitare la vegetazione.
Il parco MFO, inaugurato in maggio 2002, è stato realizzato a Zurigo su di un vecchio sito industriale, con l’obiettivo di dare una nuova vita a questo luogo, creando una piazza pubblica aperta e innovativa. Il risultato si presenta come un immenso pergolato metallico che collega una rete di spazi verdi. La struttura è formata da una doppia parete di reticoli e cavi d’acciaio tesi che le piante rampicanti invadono col tempo. Si attende il giorno in cui raggiungeranno il loro pieno potenziale e daranno una piazza pubblica con pareti e tetti “vivi”.
Per leggere di più e vedere altri esempi, potete visitare il sito di Patrick Blanc, precursore delle pareti vegetali.
Sappiamo che la qualità di un ambiente è legata alla sua concentrazione di vegetazione. In una prospettiva di “vegetalizzazione” dello spazio urbano, svariate procedure offrono oggi la possibilità di rinverdire delle superfici urbane fino ad ora inaccessibili alle piante non rampicanti, tali i tetti e le pareti verticali delle costruzioni. Dipende da noi lavorare congiuntamente con le diverse discipline della pianificazione del territorio per trasformare i nostri spazi privati, pubblici e comunitari in luoghi dove è bello vivere.
Api urbane
lunedì, 13 aprile 2009La città ha anche lei la sua biodiversità: la fauna urbana… A parte gli uomini indaffarati in abito chic, le donne casalinghe al mercato, gli studenti alla moda o con pettinature strane, anziani sulle panchine dei parchi e giovani lavoratori che portano il cane a passeggio (o meglio l’inverso!), avete mai pensato a queste creature minuscole con cui coabitiamo, che lavorano per noi e senza i quali i nostri alberi, i nostri fiori e i nostri orti non sopraviverebbero a lungo?

Rispetto all’agricoltura rurale, l’agricoltura urbana soffre di una mancanza d’insetti impollinatori. Di più, negli ultimi anni si è assistiti inermi a una tragica moria di api: nel 2007 l’Europa e il NordAmerica hanno perso il 70% del proprio patrimonio di api. Il fenomeno è noto come colony collapse disorder. Lo stesso Albert Einstein avrebbe detto che “senza api l’uomo non potrebbe vivere più di quattro anni”. Gli scienziati non conoscono con certezza le cause, ma virus, prodotti chimici e piante geneticamente modificate non aiutano sicuramente lo sviluppo di questi piccoli insetti… Appunto, la Toronto Beekeepers Cooperative, creata nel 2002, si è dato come scopo di incentivare l’igiene alimentare con la produzione locale di prodotti come lo zucchero, che altrimenti deve essere importato.
Quindi ha istallato 12 alveari nel centro della città canadese. Le migliaie di api urbane istallate sui tetti producono così un miele di quartiere, e i loro spostamenti fanno aumentare le raccolte negli orti vicini, quindi contribuiscono alla biodiversità locale! Par darvi un’idea, 3 di questi alveari possono produrre fino a 320 kg di miele all’anno, o approssimativamente 1400 barattolini! Winnie the Pooh ne sarebbe invidioso (ma lasciamo gli orsi fuori di questa facenda urbana!)…
La città profumata da respirare, la città verde da vedere, la città dolce da gustare, grazie alle api cittadine.
Dopotutto, la città non è solo asfalto e mattoni… per fortuna!
Festival della Cittadinanza a Padova - dal 2 al 5 Aprile
giovedì, 2 aprile 2009La cittadinanza, in Italia, è ”la condizione della persona fisica (detta cittadino italiano) alla quale l’ordinamento giuridico dell’Italia riconosce la pienezza dei diritti civili e politici”…
Dentro la cittadinanza, c’è il cittadino.
Etimologicamente, il cittadino è ”quello che abita nella città ed è capace di goderne gli onori e i benefici” (da etimo.it). La cittadinanza concede infatti dei diritti, ma anche dei doveri che mirano all’edificazione delle nostre società… Quindi, Cittadini, è ora di passare a l’azione in modo costuttivo e creativo, per diventare dei cittadini responsabili e proattivi!

Il Festival della Cittadinanza a Padova si propone come un grande evento culturale che pervada la città, le sue piazze, le sue vie, i suoi palazzi storici, attraverso mostre e performance, dibattiti e tavole rotonde, laboratori e spettacoli, musica e concerti. Per darsi da fare, per reintegrare lo spazio cittadino alla vità quotidiana, per rendere la città un luogo vivo di relazione, di reciprocità, di convivialità, di parole e di azioni.
Per esempio, in CriticalStile, ci piace molto il grande “Abbraccio della città” durante la quale migliaie di persone si darano la mano per circondere l’intera città in un abbracio, simbolico ma quanto concreto!!! Domani, venerdì 3 Aprile dalle 18.
Solidarietà e cittadinanza attiva sarano all’onore questa fine settimana a Padova in una miriade di attività… Perché ogni uno può fare una differenza. Per costruire insieme il futuro della nostra società.
Città visionarie, città virtuose: Torino
lunedì, 23 marzo 2009L’erba del vicino è sempre più verde. Torniamo a parlare di città che fanno le cose in un modo diverso… e questa volta del nostro vicino di casa.
Da alcuni anni, verso aprile gli abitanti di Torino vedono arrivare strani cittadini…
Delle pecore pascolano nei parchi del Meisino, Colonnetti, Sangone e Piemonte. La scelta ecologica del Comune permette di risparmiare fino a 30 000 euro e allo stesso tempo rivitalizza spazi verdi, per la gioia dei bambini che scoprono la natura ”urbana” con un nuovo occhio!!! Il grande valore naturalistico dell’esperimento è evidente, oltre che la sua potenzialità didattica.
Il branco arriva fino ai parchi cittadini scortato dai vigili, in primavera quando l’erba è già alta ma ancora tenera e quindi adatta alla loro “dieta”. Poi riparte a giugno per gli alpeggi estivi, per tornare a ”finire” il lavoro al termine della bella stagione. Tosaerba silenzioso, le pecore hanno anche il vantaggio di concimare, quindi rivitalizzare il terreno.
Il pascolo in città: una tecnica antica come il mondo stesso, ecologica, economica, e che crea scene bucoliche nel grigio della città… beeeeee!!!!!
Parkour: spostamento urbano
giovedì, 19 marzo 2009Avete mai considerato di salire le scale in un modo diverso o di superare una barriera senza girarle attorno? Conoscete il parkour?

Questa disciplina, o meglio filosofia di vita, propone di riscoprire gli spazi urbani attraverso nuove possibilità di movimento: superare gli ostacoli con fluidità. I punti di forza: velocità, efficacia, agilità, eleganza, essenzialità, determinazione, controllo.
Il Parkour non neccessita nessun equipaggiamento speciale: un paio di scarpe da ginnastica e un allenamento intensivo e costante.
Correre, strisciare, saltare, rotolare, afferare in maniera salda le cose, appendersi e restare in equilibrio sono l’essenza che alimenta questo sport. Tutto orientato verso un solo obbiettivo: non fermarsi mai davanti ad un ostacolo. E’ l’arte dello spostamento, ispirato alla fuga per la sopravivenza. Il suo precursore, il francese David Belle, lo descrive così:
Per capire cosa è il Parkour si deve pensare alla differenza che c’è tra quello che è utile e quello che non è utile in eventuali situazioni di emergenza. Solo allora potrai capire ciò che è Parkour e ciò che non lo è.
Ma il parkour non è solo una pratica fisica, il ruolo della mente per i ”traceurs” (adetti del parkour) è cruciale: sviluppa forza di volontà, deteminazione, motivazione, forza, resistenza, agilità e coraggio… qualità essenziali nella vita! Il parkour rappresenta un modo reale e alternativo di sfruttare sopratutto gli spazi periferici, abbattere le barriere architettoniche ed in genere far sviluppare, soprattutto nei giovani e giovanissimi, un sano rispetto per l’ambiente ed una critica ricerca su se stessi.
Per vivere la città in modo intenso e diverso, i traceurs di tutta Europa si riuniscono quest fine settimana a Roma in un grande evento annuale aperto a tutti, anche ai neofiti e i curiosi: ECCE PARKOUR.
20-21-22 marzo 2009
Tor Bella Monaca - Roma
Tutte le info su: www.ecceparkour.eu
L’evento è organizzato da PKR-Roma, saranno presenti traceurs di tutta Italia di parkour.it e anche i Milan Monkeys. Guardate il video del raduno a Roma dell’anno scorso.
Combinazione di sport urbano, modo di spostarsi e mentalità ludica per superare gli ostacoli, il parkour ci piace… con prudenza! Bon traçage!

Appuntamenti fine settimanali
venerdì, 6 marzo 2009Vi segnaliamo 2 appuntamenti per questa fine settimana:
1° Città letteraria:
Incontro letterario sulle città viste dai viaggiatori di tutti i tempi: suggestioni fumettistiche, musica e letture.
A La Scighera, domenica 8 marzo, 21.30.
2° Una bella idea di aggregazione sociale, di condivisione di una passione sportiva e di riappropriazione dello spazio:
La domenica mattina, le strade di Milano centro sono praticamente deserte, a completa disposizione dei più mattinieri. I Podisti da Marte, runners fuori posto, hanno deciso di abbandonare ogni tanto i loro amati parchi per conquistare il territorio urbano, (per)corribile la domenica senza problemi e soste ai semafori.
Ogni seconda domenica del mese, i Podisti da Marte si trovano alle 9.30 in Largo Cairoli - Via Dante per percorrere un giro di 8.5 km nel centro di Milano. Lo scopo – a parte invadere il centro - è godersi la città, in modo diverso del solito; nient’altro.
Poche semplici regole:
- non è una gara, devi correre al tuo ritmo e devi divertirti;
- è per tutti, dal tapascione al neofita;
- non c’è alcuna organizzazione preventiva; ci si trova alle 9.30 in Largo Cairoli - Via Dante, e si parte;
- saluta tutti i passanti che incontri;
- tira nel gruppo i podisti che trovi lungo il percorso;
- non essere aggressivo con nessuno (né i passanti, né gli automobilisti).
Quindi: prossimo appuntamento questa domenica, largo Cairoli-Via Dante, 9.30 dell’ 8 marzo (Festa della Donna - tutti con la maglietta giallo mimosa?).

Lamentiamoci di cuore!
giovedì, 5 marzo 2009«A Milano sgomberano i centri sociali ma non la neve».
«La Milano da bere fa male allo stomaco».
«A Milano, solo in centro, ci sono le bici comunali ma troppo poche piste ciclabili».
«A Milano tutti hanno fretta».
Il LA è stato dato, e via con le lamentele cittadine musicali che potrete sentire questa fine settimana in giro per la città!
Il Coro delle Lamentele milanese intonerà il ritornello: ‘’Milano No No No!’’ in una terapia collettiva musicale e tutta naturale! Dopo Firenze (dove i cittadini avevano tra l’altro reclamato musei gratuiti almeno per i residenti!), Milano è la seconda città italiana a partecipare a questo fenomeno mondiale chiamato Complaints choir. Sfogiamoci cantando!

Due artisti finlandesi Tellervo Kalleinen e Oliver Kochta-Kalleinen, un giorno discutevano della parola ‘’Valituskuoro’’: l’espressione descrive una situazione in cui tanta gente si lamenta contemporaneamente. E hanno pensato che sarebbe bellissimo prendere l’espressione alla lettera e creare un vero e proprio Coro delle Lamentele! E cosi, il primo coro ha cantato le sue recriminazioni a Birmingham nel 2005. Il fenomeno si è velocemente esteso nelle città di tutto il mondo: Amburgo, Helsinki, Melbourne, Singapore, Budapest, Gerusalemme, ecc. Le lamentele collettive sono diventate così un “opera” vera e propria di sublimazione, una terapia per altro vecchia come il mondo. «Lamentarsi - dicono i Kalleinen - è un fenomeno universale. Il progetto dunque può essere organizzato ovunque». Ecco dei pezzi scelti delle lamentele internazionali:
Perché le magliette si restringono dopo il primo lavaggio? Il mio profilo è troppo brutto…
Ci sono tante cose da comprare e mai abbastanza soldi. La mia città è grigia e sporca.
Le tasse sono troppo alte… Perché ho sempre freddo ai piedi d’inverno? …’’
E si può continuare tanto tempo cosi a lamentarsi, perché alla fine di cose che non vanno in questo mondo, ce ne sono tante!
Ogni volta poi, vengono prodotti dei video, che in futuro verranno raccolti in una rassegna artistica degli artisti finlandesi.
L’organizzatore milanese del Coro, LamentaMI, è Lorenzo Magnaghi, anima musicale di The Tune. Spiega: «Abbiamo cercato di strutturare le lamentele creando un brano pop che avesse un suo ritmo ed evitasse i luoghi comuni. Per questo abbiamo coinvolto Emil, giovane cantautore milanese.» L’appuntamento per sentire il risultato è nelle vie del centro storico sabato e domenica durante il pomeriggio. Tenete le orecchie aperte!
Il Coro delle Lamentele non è di Destra né di Sinistra
Il Coro delle Lamentele non è né maschio né femmina
Il Coro delle Lamentele non è né giovane né vecchio
Il Coro delle Lamentele non è né ricco né povero
Il Coro delle Lamentele non ha un colore della pelle
Il Coro delle Lamentele non ama e non odia
Il Coro delle Lamentele è un gioco
Il Coro delle Lamentele è un’opera d’arte
poesia di strada
giovedì, 26 febbraio 2009
Avete mai sentito parlare si poesia di strada, poesia d’assalto o del movimento Agire poesia? Perché limitare l’arte delle parole ai libri o alle letture interpretative? Perché non lasciare al cittadino l’occasione di appropriarsi del senso poetico, per farlo suo? Perché non sparpagliare sui muri grigi della città spuntini di bellezza linguistica? Appunto, questo giovane movimento artistico propone e promuove nuove tecniche e contenuti d’una poetica che spezza il confine elitario della poesia e si diffonde liberamente in piazza, nelle strade, tra la gente. Poesia pubblica, poesia spaziale, poesia attiva, poesia cittadina. Nasce proprio dal concetto di strada, dal suo intendersi come luogo di socialità e confronto collettivo.
“il poeta sei tu che leggi” –i.v.a.n.
E così ci interpella il poeta milanese ivan che dal 2003 ricopre i muri della città con le sue poesie, precursore della poesia d’assalto, coinvolgendo il pubblico che la scopre così a caso, sotto casa… Contestato e apprezzato, considerato artista e poeta, agitatore culturale, graffitaro o vandalo, ivan è indiscutibilmente protagonista di punta del crescente movimento street art italiano, nonché fondatore del movimento della poesia di strada.
‘’Se lo spazio manca è giusto prenderlo’’
Un invito a seminare, a far fiorire le parole negli spazi pubblici per imbellire il nostro quotidiano. Artista eteroclita e con idee sensibili e impegnate, ivan non ha mai abbandonato la dimensione pubblica del far poesia per le vie. La poesia di strada fa sorridere, riflettere, sognare e fantasticare. E’ anche un altro modo per riappropriarsi dello spazio, per protestare contro la monotonia, per avvicinare le persone.
‘’Diverso è un altro modo per dire noi’’
Potete scoprire questo personaggio singolare un po’ dovunque a Milano. Forse avete visto le sue poesie a dicembre in piazza Fontana, o dentro La Rinascente in piazza Duomo? Avete magari colto una delle 1000 barchette di carta che martedì scorso hanno navigato lungo l’Adda, col loro carico poetico… Se no, potete anche cicclare cui per vedere dove è passato, dove ha scritto le sue parole negli ultimi anni. Oppure potete andare a visitare la mostra Poesia Viva, allo Spazio Oberdan fino al 15 marzo.
Poeti di strada… noi, chiunque, tutti!









