
Ne avete già sentito parlare? Eppure è un evento celebrato da 39 anni, che ogni anno unisce più di mezzo miliardo di persone di tutto il mondo in una riflessione sul nostro futuro e su una gestione migliore delle nostre risorse. Le più grandi città del mondo organizzano iniziative di sensibilizzazione ed educazione ai cittadini: sul verde urbano, contro lo spreco dell’acqua, sulla raccolta differenziata, sul consumare meglio, sulle energie rinnovabili, insomma su tutti i temi che cambieranno, per forza, il nostro stili di vita di terrestri urbanizzati e spreconi…
Cosa succede in Italia in questa occasione imperdibile? Purtroppo, poche cose rispetto all’importanza simbolica dell’evento. A Roma segnaliamo il grande concerto ad impatto zero di Ben Harper, in piazza del popolo, sempre il 22 aprile. Un evento di cittadinanza attiva a Siracusa: ”Giustizia climatica e diritti dei popoli” e un’altra iniziativa a Roma sull’acqua dei fiumi… Dopo un po’ di ricerche, su Milano abbiamo trovato soltanto questa iniziativa:greendrinks, un aperitivo verde che sembra capitare casualmente questo mercoledì…
Quindi? Quindi approfittiamo almeno dell’occasione per parlare, condividere, rivisitare e reinventare le nostre città di cemento con i nostri vicini e amici, ricordandosi che il 2009 è un anno cruciale per il Pianeta. Entro la fine dell’anno, la comunità internazionale dovrà raggiungere un accordo definitivo per la riduzione dei gas a effetto serra dopo la scadenza dell Protocollo di Kyoto prevista nel 2012. Non rimaniamo spettatori passivi. Tiriamo fuori le nostre bici, stiamo attenti a quello che compriamo (più possibile locale e di stagione), raddoppiamo l’impegno nel differenziare i nostri rifiuti, chiudiamo i rubinetti e il gas, rivendichiamo più spazi verdi, istalliamo dei mini-orti sui nostri balconi, insomma, stiamo attenti ai nostri gesti quotidiani per migliorare la nostra qualità di vita in città. Per fare si che Milano non si meriti mai più questo titolo agghiacciante di Capitale Europea dell’inquinamento (2007)… dopotutto, siamo noi che ci viviamo…
























