Archivio di febbraio 2009

Couchsurfing [seconda puntata] - e a Milano?

lunedì, 16 febbraio 2009

Continua la nostra esplorazione del mondo di Couchsurfing con Valeria, couchsurfer da 3 anni e inamorata del progetto! (leggete qui la prima parte)

cs-picnic

CS picnic a Milano: Valeria con degli amici couchsurfers

Bisogna dire che Couchsurfing non si occupa solo di viaggio. C’è anche una rete di gruppi tematici di scambio di informazioni: può essere molto utile per i neofiti della città che cercano informazioni e aiuto in qualsiasi campo. Valeria fa parte del gruppo di Milano (wiki).

Ci puoi dire chi compone il gruppo di Milano? Cosa organizza?

Come ogni gruppo locale o cittadino (ogni grande città ha un gruppo dedicato sul sito di couchsurfing), il gruppo di Milano si sviluppa su due piani: la dimensione online con centinaia di post ogni giorno relativi ai più disparati argomenti, e la dimensione reale con diversi possibilità di incontrare faccia a faccia i membri della comunità. Ogni settimana nel gruppo di Milano si organizzano incontri, aperitivi, feste, visite alla città, mostre, concerti, rassegne, biciclettate, partite di calcetto… Credo che, rispetto ad altri social network, couchsurfing tende a restringere il divario tra le due dimensioni e chi è attivo online velocemente lo diventa anche offline.

C’è quindi una rete di persone che, su base volontaria, supporta e stimola la community, e tu ne fai parte, come ambasciatrice della città. Qual è il ruolo di questa figura?

L’ambassador è un couchsurfer che si propone volontariamente come punto di riferimento per la comunità CS locale e globale. Aprendo le porta della propria casa o in giro per il mondo ha il compito, meglio forse dire la passione, di promuovere costantemente lo spirito di couchsurfing, spiegandone i valori e i principi e accogliendo e coinvolgendo i nuovi membri. Localmente si impegna a organizzare incontri e attività e a moderare online i gruppi cittadini.

Perché sei ambasciatrice?

Sono diventata un’ambasciatrice couchsurfing quest’anno. Ci sono diverse ragioni che portano a innalzare il livello di partecipazione nella comunità del sito. Couchsurfing ti conquista velocemente e per molti diventa un vero e proprio stile di vita. Io mi sono proposta perchè volevo essere un punto di riferimento femminile, ci sono infatti molte ragazze e donne che viaggiano spesso da sole ed è importante trasmettere e mantenere il senso di sicurezza in questo sistema.

Ci puoi raccontare un’esperienza di CS memorabile?

Ce ne sono molte… ogni esperienza è unica! Potrei raccontare di quella volta che ho ospitato due ragazzi canadesi che erano in giro per il mondo in bicicletta, della mamma francese così contenta di andarsene in giro per i divani con la figlia oppure della Corsica mozzafiato scoperta grazie a una surfer naturalista che lavora per il Parco naturale dell’isola, anche del mio viaggio in solitaria in Grecia dove non sono stata sola neanche un giorno… ma credo che la cosa più bella siano le centinaia di legami stretti grazie a questa fantastica comunità, le serate passate a parlare dei nostri paesi e della nostra gente, scoprire quanto siamo uguali anche al di là di oceani e continenti.

Che bello!!! Grazie Valeria, evviva gli scambi culturali!! La communità milanese è quindi molto attiva: guardate i volti di couchsurfers milanesi su picassa, magari riconoscete qualcuno.

Non guardate il vostro divano in modo diverso adesso?

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13 febbraio: giorno del risparmio energetico…

giovedì, 12 febbraio 2009

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Siete pronti per la sfida energetica??

Vi invitiamo a simbolicamente consumare meno energia possibile domani: prendete la bici, mangiate panini, spegnete le luci, ecc…

E dalle 18 per un’oretta, se possibile, spegnete TUTTO!! Silenzio energetico… Proviamoci!!

Per il quinto anno consecutivo, Caterpillar (Rai Radio 2) propone l’iniziativa M’illumino di meno !! Dimostriamo insieme che esiste un enorme, gratuito e sotto utilizzato giacimento di energia pulita: il risparmio. Lo scorso anno il ’’silenzio energetico” è riuscito a coninvolgere alcune delle piazze principali in Italia e in Europa, ciò in decine di città del continente! Anche la piazza Duomo e la piazza della Scala a Milano si sono spente enteramente…

Approfitiamo quindi di questa occasione per vedere la città diversamente: misteriosa, enigmatica, impercepibile… e sopratutto, è un’ottima occasione di dimostrare il nostro potere di cittadini critici!!

Anche CriticalCity aderisce all’iniziativa…a modo suo: da domani sarà presente un interruttore speciale che vi permetterà di spegnere tutta la città!

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Transition Towns 2: coltivare la transizione

giovedì, 12 febbraio 2009

Oggi torniamo a parlare delle Transition Towns (qui la prima parte), perchè c’è tanto da esplorare e sopratutto tanto da ispirarsi a questo movimento per ripensare e vivere meglio le città. Questa volta scopriamo i progetti concreti delle ‘’città di transizione’’.

Prendiamo per esempio i progetti che si fanno a Totnes (8500 abitanti) in Gran Bretagna. La cittadina è diventata un vero e proprio modello. Qui si ritrovano tutti quelli che credono in questo modello di vita svolgono molte iniziative diverse di carattere ambientale.

Il giardino Dartington a Totnes

Il giardino Dartington a Totnes

The Great Reskilling: educazione, riciclo e riuso

Per gli adulti, sono organizzati seminari per ri-imparare i mestieri dei nostri nonni: come fare il pane, come rammendare le calze, come cucinare usando solo prodotti di stagione, ecc. Riciclare e ri-usare: è logico! Ai più piccoli, a scuola vengono raccontate le ‘storie di transizione’, fiabe per farli riflettare su uno stile di vita meno energivoro. Si fanno anche proiezioni pubbliche di film sul tema dell’ambiente.

Conferenze e gruppi di lavoro

Gli abitanti di Totnes stanno attualmente raccogliando un archivio di storie dell’epoca in cui tutti vivevano consumando meno energia. Un lavoro di memoria essenziale da cui trarre spunto per orientare le azioni del futuro. Stanno anche monitorando le proprie risorse, creando un indice del cibo prodotto localmente.

Mangiare locale e permacultura

Infatti per ridurre il consumo energetico bisogna limitare il cibo esotico e puntare sull’autonomia alimentare. Il progetto Garden Swap mette in contatto la gente che non può più occuparsi del proprio orto con la gente che non ne ha uno però vorrebbe coltivarne uno. Uno degli obiettivi di Totnes è di diventare la capitale britanica dell’albero di noce. Buono per l’ambiente, buono per la salute!

Trasporti, energie rinnovabili ed eco-costruzioni

In un futuro senza petrolio, le macchine potrebbero scomparire della strade… I cittadini in transizione anticipano già il cambiamento promuovendo la bicicletta, il car-sharing e mezzi di trasporto alternativi a energia pulita. Lo stesso vale per la casa del futuro: a Totnes, 50 famiglie si sono già iscritte al Solar Hot Water challenge, puntando su dei panelli solari per riscaldare l’acqua in casa.

Ingegnosi, gli abitanti delle Transition Towns!

Infine, possiamo dire che il movimento scommette tanto sull’educazione e l’insegnamento, e sulla condivisione delle competenze. Probabilmente state pensando che tutto ciò è più facile da fare in un piccolo paese piuttosto che in una città… Eppure anche Bristol, con i suoi 250.000 abitanti, punta sulla transizione. Per ciò ha sviluppato un suo approccio ben particolare: ripensando la città come una rete di paesini auto-gestiti, che lavoreranno insieme per mettere in azione i loro piani di decrescita. Non male…

Think globally, act locally: Pensa globalmente, agisci localmente!

Di tutte queste iniziative emerge un nuovo atteggiamento sociale: la transition culture. Rob Hopkins, il fondatore delle TT, esplora le dinamiche di questa cultura sul suo blog personale. ‘’La gente inizia a vedere una Grande Opportunità nel picco delle risorse petrolifere (Peak Oil), una chance per costruire il mondo che abbiamo sempre sognato.’’, dice Hopkins. Transitionculture.org è una buona risorsa per quelli che vorrebbero continuare ad esplorare il mondo di decrescita delle Transition Towns.

Ma cosa succede qui in Italia? Lo scopriremo nel prossimo post sulle Transition Towns…

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Couchsurfing Project: Create a better world, one couch at a time! [prima puntata]

martedì, 10 febbraio 2009

cs-amylin-small1Ecco una community che si basa sul web ma esce davvero dallo schermo e riesce a creare degli incontri reali, in carne e ossa, in ogni parte del globo: benvenuti nel mondo di Couchsurfing! La condivisione dei divani! Lo Staff di CC ha incontrato Valeria, couchsurfer da 3 anni e ambasciatrice per il gruppo CS attivo a Milano.

Quali sono i valori di CouchSurfing?

 ”Couchsurfing mira a creare una rete internazionale di ospitalità e di scambio culturale. Nella società moderna spesso molto individualista riscoprire l’ospitalità e impararare l’apertura e la tolleranza, al di là di ogni retorica, può davvero rendere il mondo un posto migliore.”

Come funziona?

”Couchsurfing è un sistema basato sugli individui che si fondono in una grande comunità globale e piccole sottocomunità locali. Ogni membro è tenuto a presentarsi tramite un profilo il più accurato possibile. Il sistema si basa inoltre su vari livelli di certificazione della sicurezza. Ogni membro riceve e può dare referenze positive o negative e garantire tramite “vouch” (in italiano referenza) i membri più meritevoli. Anche la partecipazione è su più livelli: se in questo momento della tua vita non hai spazio o tempo per ospitare (in realtà i veri surfer dei divani si accontentano di poco) puoi comunque partecipare attivamente alla comunità, andando agli incontri organizzati dai gruppi, offrendoti di bere un caffè insieme ai visitatori oppure facendogli scoprire la città nei suoi aspetti più curiosi.”

Perché fai couchsurfing?

”Ho sempre amato le lingue straniere e le tantissime culture di questo mondo. Il viaggio per me non è mai stato turismo ma scoperta. Con Couchsurfing posso viaggiare in questo senso tutto l’anno, senza muovermi da Milano. Il mondo viene a trovarmi e mi fa capire ogni volta tante cose. Ed è entusiasmante anche l’altra faccia della medaglia: quando viaggi, anche lontanissimo e in un posto dove nessuno parla la tua lingua, non ti sentirai solo. Anzi, scoprirai il paese che stai visitando attraverso gli occhi di chi ci vive. Il miglior modo secondo ogni buon couchsurfer.”

Quindi i couchsurfers hanno una idea del viaggiare molto diversa, completamente al di fuori dei circuiti turistici, senza alberghi, senza ristoranti, fermandosi a casa di persone che hanno tanto piacere nell’ospitarti, nel preparare qualcosa da mangiare, magari un piatto tipico, nel mostrare zone della città che altrimenti non vedresti. Niente individualismo o atteggiamento tipico del turista! Ma c’è di più, la rete è anche molto attiva localmente… Continuerà a parlarcene Valeria nel prossimo post sul Couchsurfing Project. Nel fratempo, potete dare un’occhiate al CS Wiki… Stay tuned!

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Tuba Tour 2009 - la cronaca

lunedì, 9 febbraio 2009

Appuntamento fra le 20 e le 21:30 alla stazione di Sesto Marelli. L’orario è molto elastico ma con questo tipo di iniziative non si può essere troppo precisi.

E alle 21:30 noi ci siamo. Saremo una ventina: non male anche se ci aspettavamo più gente. Ci sono voci però che il comitato del Mosto  è in arrivo. Aspettiamo.  E verso le 22 si comincia a sentire in lontananza un canto. ”Tuba tuba tuba tuba tuba è il tuba tour!”

E dal nulla arrivano 100 persone carichissime (non a caso il nome dell’associazione è il Mosto!) e la festa si accende.

Com’è stata? Incredibile! Dimenticatevi i Subway Party newyorkesi un po’ fighetti. Il Tuba Tour è molto più ruspante. Si beve (molto!) e si canta (ancora di più). Gli spartiti distribuiti spaziavano da “Romagna Mia” a “Bevi Vin” (versione ritoccata di Let it Be). E tra una fermata e l’altra, le facce dei passeggeri che ci vedevano arrivare valevano da sole la serata.
La dimostrazione che in perfetta legalità (eravamo viaggiatori paganti!) è possibile vivere gli spazi pubblici della nostra città in maniera nuova e più viva!

Appuntamento al Tuba Tour 2010!  O magari anche prima…

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Storie dalla città nascosta

venerdì, 6 febbraio 2009

Stiamo progettando nuove missioni, abbiamo però bisogno anche dei vostri occhi e delle vostre orecchie: siamo alla ricerca di storie invisibili ed esperienze della città nascosta.
Vogliamo raccogliere casi e situazioni in cui si vive la città in maniera critica. Che siano gruppi organizzati o singole persone siamo a caccia di testimonianze particolari. Dai gruppi di cittadini che ripuliscono il parchetto del quartiere a quelli che si ritrovano per ballare il tango in piazza. Siamo a caccia delle storie più diverse e interessanti: quello che insegna inglese ai pendolari la mattina sul treno o i poeti che declamano le poesie in strada. Giusto per fare alcuni esempi.

Raccoglieremo qui sul blog le storie più interessanti e nascoste delle nostre città.  Potete scriverci o lasciare un commento a questo post.

Dateci dentro!

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Milano 7 febbraio: festa in metropolitana!

venerdì, 6 febbraio 2009

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Vi ricordate Newmindspace e le feste in metropolitana a Toronto?
Possiamo smettere di essere invidiosi e scoprire anche noi la metropolitana milanese sotto un nuovo punto di vista!  Tuba Tour 2009: i ragazzi dell’associazione Il Mosto di Casate Novo ci invitano questo sabato a raggiungerli…Iscrivetevi sul sito

Quando: Sabato 7 febbraio 2009
Dove: fermata Sesto Marelli (M1)
Ora: alle 21:00 [fino alle 21:30 in stazione, verso quell'ora ci imbarchiamo!]

P.S.  La festa sarà grande e non ci saremo solo noi di CriticalCity: arriviamo con un fiore all’occhiello per farti riconoscere!

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Perplex City: realtà o finzione?

giovedì, 5 febbraio 2009

perplex

 

Sapete dove si trova Perplex City?  Conoscete l’identità del ladro del cubo Receda?  Perché Bernardo Holyoke, agente del Terzo Potere è stato ucciso? Siete pronti a vivere un’esperienza incredibile, un gioco che va oltre i limiti della città, verso un mondo complesso da esplorare?

Perplex City è un Alternate Reality Game (ARG*), ideato da Mind Candy, un team di sviluppatori creativi basati a Londra. La prima “stagione’’ ha impegnato i giocatori alla ricerca del Receda Cube, un’apparecchio scientifico e spirituale con un valore inestimabile per la gente della città fantastica di Perplex City.  Il cubo è stato rubato da Perplex City e successivamente seppellito sul pianeta Terra.  Fin qui la storia.  
Reali sono stati però i 150.000 € vinti dal giocatore che è stato in grado di ritrovare il cubo!

Nell’Aprile del 2005, sulla base di questa storia, nel Regno Unito e negli Stati Uniti sono stati messi in vendita dei pacchetti di carte da gioco.  Un po’ come le figurine Panini di quando eravamo piccoli.

Erano 256 carte diverse e ognuna recava un’enigma da risolvere: da quelli di logica, a quelli culturali, per arrivare fino alla crittografia.   Spesso per le carte contenevano anche oscuri indizi nascosti (in lingue straniere, con inchiostri speciali, ecc..).  Dietro le carte, pezzi della mappa di Perplex City, una città creata su misura e popolata di personaggi complessi che giocano un ruolo preciso nell’intricata trama.
Una volta decifrata la carta i giocatori potevano andare sul sito di Perplex City e -inserendo il numero di serie stampato sulla carta - indicare la risposta all’enigma e così ricevere punti e scoprire la propria posizione nella classifica globale del gioco.

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A volte decifrare una carta poteva trasformarsi in vera e propria epopea, coinvolgendo il mondo reale in maniera molto creativa.  

L’idea era quella di dare vita e realtà concreta alla ‘’Città Perplessa’’, renderla reale.  Le carte potevano richiedere ad esempio di mandare una mail ad un personaggio e la risposta ricevuta era determinante per il seguito del gioco. Altre volte il giocatore doveva chiamare un numero di telefono reale o mandare un SMS per ricevere istruzioni, recarsi ad un cinema ben preciso per vedere un movie trailer, partecipare ad una manifestazione pubblica che richiedeva un lavoro di gruppo tra i partecipanti per risolvere puzzle giganti sparsi attraverso la città, incontri improvvisi con truffatori e spie del gioco…fino ad arrivare ad aerei con striscioni recanti messaggi criptati che hanno sorvolato la città di Londra ed elicotteri di salvataggio che sono atterrati nella città di New York per prelevare personaggi della storia…per davvero!

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Le carte, sebbene erano la base di partenza del gioco, non si era obbligati a comprarle.  I giocatori potevano anche recarsi gratuitamente sul sito internet e  cimentarsi nella soluzione degli enigmi.  In ogni caso, la collaborazione tra i diversi giocatori sparsi nel mondo spesso si rivelava necessaria.  Nessuno da solo era in grado di risolvere tutto, solo unendo le forze era possibile farlo.  Per capire bene la complessità dell’impresa, potete vedere il riassunto degli episodi. E la pagina wiki

Il gioco si è concluso  all’inizio del 2007 con il ritrovamento del cubo, sepolto in un bosco della campagna inglese: regalando a migliaia di partecipanti 2 anni di enigmi appassionanti a metà fra un mondo fantastico e quello reale…non so voi, ma a noi piacciono molto queste cose!

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Rifiuto con Affetto – lascia e raccogli

mercoledì, 4 febbraio 2009

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Avete mai pensato che c’è una quantità di oggetti di consumo che potrebbero avere una seconda vita? Chi non ha mai detto: ‘’Mi dispiace buttarlo via…’’?  Non credete che ci sia un potenziale nascosto nei vostri cassonetti della spazzatura?

A Venezia, tre artiste provenienti dal mondo delle belle arti e del design, Roberta Bruzzechesse, Maddalena Vantaggi e Maria Zanchi, hanno voluto indagare sullo spreco, esplorando i limiti tra lo spazio pubblico e privato, tra collettività e individuo, nel quotidiano.  Dopotutto, lo scambio non è economico e sostenibile?

Cosi nel 2007 è nato Rifiuto Con Affetto (RCA), un nuovo servizio di raccolta rifiuti per il recupero tra cittadini di oggetti ancora utilizzabili, sottraendoli dalla discarica e limitandone lo spreco. Il progetto si inserisce nella campagna del comune di Venezia per la riduzione dei rifiuti. A Venezia-Giudecca quindi sono comparsi, nel 2007, dei cassonetti della spazzatura modificati e trasformati in luogo di scambio. Il davanti è trasparente e l’interno -  suddiviso con delle mensole - crea una specie di vetrina e permette una nuova relazione tra il contenuto di ‘’rifiuti’’ e l’esterno, facilitandone il recupero.  

1569844453_0d37b0dd66_mCome funziona? Il cittadino che vuole sgomberare un po’ il suo armadio o la sua biblioteca può portare gli oggetti di cui vuole disfarsi e deporli nel cassonetto modificato di RCA. Dopodiché chi passa, bisognoso di una brocca, di un nuovo paio di scarpe o semplicemente curioso di scoprire un nuovo libro, potrà raccogliere quello che gli serve e portarselo a casa, garantendo così una nuova vita a questi oggetti altrimenti destinati alla distruzione.  Lascia e raccogli, semplice! ‘’Rifiutare’’ può diventare un’azione critica e consapevole, e anzi sostenibile! 

Rifiuto Con Affetto è una bella dimostrazione di arte applicata alla soluzione di problemi sociali. Visto il successo dell’iniziativa e l’apprezzamento da parte dei cittadini (qui le le interviste), speriamo che RCA si diffonda presto in altre città italiane, sopratutto sotto casa nostra!

Da tempo i rifiuti vengono recuperati dagli artisti diventando materia prima delle loro opere, o da studenti bisognosi di arredare la casa a poco costo.  RCA dimostra che si può anche superare la barriera psicologica che impedisce al cittadino ordinario di ‘’esplorare la spazzatura’’ alla ricerca di tesori riutilizzabili.  Dopotutto molti oggetti vintage - che si pagano a così caro prezzo nei negozi specializzati! - non provengono spesso proprio da là?

Evviva il baratto!!

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