Archivio di febbraio 2009

1 marzo - Giornata delle ferrovie dimenticate

venerdì, 27 febbraio 2009

Cittadini, avete voglia di un bel soffio d’aria fresca, di una bella passeggiata o di una tranquilla pedalata?

ferrovie_dimenticate

Questa domenica, 1° marzo, è la Giornata delle ferrovie dimenticate. Ecco l’occasione di scoprire un’eredità nascosta dell’era industriale! Dal Piemonte alla Sicilia sono organizzate gite ed attività di tutti tipi per rivalorizzare dei percorsi già a disposizione… perché non usufruirli?

Da Milano è prevista un’escursione sulla tratta dimessa Milano Rogoredo-Chiaravalle. Cui trovate il programma della giornata, e potete vedere cui un video della giornata delle ferrovie dimenticate 2008.

Organizzata dal gruppo Co.Mo.Do. (una confederazione di Associazioni che si occupano di mobilità alternativa, tempo libero e attività outdoor con l’obiettivo di promuovere una rete nazionale di mobilità dolce), la Giornata nazionale delle ferrovie dimenticate si propone una serie di obiettivi:

  • tramandare alle giovani generazioni il valore e l’importanza della ferrovia come mezzo di trasporto sostenibile,
  • promuovere la conoscenza del patrimonio storico delle ferrovie italiane,
  • spingere alla riattivazione, come ferrovie turistiche, delle piccole ferrovie soppresse o scarsamente esercitate,
  • incentivare l’uso della ferrovia come vettore della mobilità dolce (treno + bici, trenotrekking ecc.),
  • stimolare il recupero delle ferrovie definitivamente abbandonate sottoforma di piste ciclopedonali.

Il ricupero delle ferrovie in disuso sostiene anche la salvaguardia del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico. Immaginate un attimo: la riqualificazione di queste vie inutilizzate potrebbe diventare il collegamento diretto del cittadino colla campagna, promovendo così la mobilità dolce e sostenibile. Auguriamocelo per una città diversa e una nuova mobilità sostenibile!

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poesia di strada

giovedì, 26 febbraio 2009

ivan1

Avete mai sentito parlare si poesia di strada, poesia d’assalto o del movimento Agire poesia? Perché limitare l’arte delle parole ai libri o alle letture interpretative? Perché non lasciare al cittadino l’occasione di appropriarsi del senso poetico, per farlo suo? Perché non sparpagliare sui muri grigi della città spuntini di bellezza linguistica? Appunto, questo giovane movimento artistico propone e promuove nuove tecniche e contenuti d’una poetica che spezza il confine elitario della poesia e si diffonde liberamente in piazza, nelle strade, tra la gente. Poesia pubblica, poesia spaziale, poesia attiva, poesia cittadina. Nasce proprio dal concetto di strada, dal suo intendersi come luogo di socialità e confronto collettivo.

“il poeta sei tu che leggi” –i.v.a.n.

E così ci interpella il poeta milanese ivan che dal 2003 ricopre i muri della città con le sue poesie, precursore della poesia d’assalto, coinvolgendo il pubblico che la scopre così a caso, sotto casa… Contestato e apprezzato, considerato artista e poeta, agitatore culturale, graffitaro o vandalo, ivan è indiscutibilmente protagonista di punta del crescente movimento street art italiano, nonché fondatore del movimento della poesia di strada. 

‘’Se lo spazio manca è giusto prenderlo’’

Un invito a seminare, a far fiorire le parole negli spazi pubblici per imbellire il nostro quotidiano. Artista eteroclita e con idee sensibili e impegnate, ivan non ha mai abbandonato la dimensione pubblica del far poesia per le vie. La poesia di strada fa sorridere, riflettere, sognare e fantasticare. E’ anche un altro modo per riappropriarsi dello spazio, per protestare contro la monotonia, per avvicinare le persone.

‘’Diverso è un altro modo per dire noi’’

Potete scoprire questo personaggio singolare un po’ dovunque a Milano. Forse avete visto le sue poesie a dicembre in piazza Fontana, o dentro La Rinascente in piazza Duomo? Avete magari colto una delle 1000 barchette di carta che martedì scorso hanno navigato lungo l’Adda, col loro carico poetico… Se no, potete anche cicclare cui per vedere dove è passato, dove ha scritto le sue parole negli ultimi anni. Oppure potete andare a visitare la mostra Poesia Viva, allo Spazio Oberdan fino al 15 marzo.

Poeti di strada… noi, chiunque, tutti!

manifesto-ivan 

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Facciamoci 2 risate: Milano Clown Festival @ Isola 26-27-28 febbraio

mercoledì, 25 febbraio 2009

petit-clown-longSiamo tutti d’accordo che c’è bisogno di vivere la città in modo più umano. Però perché non immaginarla in un modo buffo, fantastico, divertente, leggero, favoloso, colorato, sorprendente, teatrale, romantico, clandestino e acrobatico? Smettiamo un momento di prenderci sul serio, tiriamo fuori le nostre scarpe da Pippo e indossiamo un po’ tutti i nasi rossi! Siete abbastanza svelti?

milano-clown-festival

Inizia domani, all’Isola, il terzo Milano Clown festival, festival degli artisti di strada, del circo e della comicità.  Proprio dove dovrebbe sorgere il nuovo grattacielo di 28 piani del progetto “Garibaldi-Repubblica”, un piccolo e coloratissimo tendone da circo ospiterà grandissimi artisti internazionali. Sarà il momento per tutti i cittadini milanesi di riappropriarsi di un quartiere ancora ad altezza d’uomo.  I clown non si arrendono!!

26-27-28 febbraio: vi aspettano 100 spettacoli in 3 giorni, tutti ad ingresso libero. Eventi speciali ed incontri (interviene Ginevra Sanguigno, collaboratrice del famoso Patch Adams) sul tema della donna clown, e gran finale con il concerto di Tonino Carotone sabato sera.

CriticalCity ci sarà, pronti a scherzare come sempre!  Ci raggiungete?

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Progetto Shared-Space: la strada conviviale e sicura per tutti

lunedì, 23 febbraio 2009

Stop. Semafori. Dissuasori. Strisce pedonali. Segnali di precedenza. Senso unico. Corsie riservate. Piste ciclabili. Marciapiedi. Zone di sosta. ‘’Tutte queste indicazioni stradali dicono alle macchine: ‘Questo è il tuo spazio, e abbiamo organizzato il tuo comportamento in maniera tale che se segui tutte le regole, niente ti può succedere.’ Invece è un errore.’’ dice Hans Monderman, ingegnere stradale dei Paesi Bassi.

Ma… è possibile per le macchine, le biciclette e i pedoni condividere le strade senza la mediazione dei cartelli stradali? Un esperimento interessante del Signore Monderman ha dimostrato di che è possibile.

shared-space-web

L’ingegnere olandese è uno dei leader nella pianificazione stradale che riunisce design urbano, scienza sociale, ingegneria civile e psicologia. L’approccio è radicalmente contro-intuitivo: costruire strade che sembrano pericolose e…invece si rivelarono più sicure!

Cioè?

Praticamente, alle intersezioni si tolgono tutte le indicazioni stradali - strisce, semafori, anche i marciapiedi - e il traffico corre autonomamente… Simile al principio della rotonda, ma senza rotonda…. Ma come è possibile?

Shared Space, lo spazio condiviso così creato favorisce l’interazione fra gli utilizzatori della strada, che devono autoregolarsi. Monderman ha provato che andando a una velocità appropriata, autisti e pedoni sono capaci di creare un contatto oculare e di anticipare il loro atteggiamento reciproco. Questione di intuizione. In diverse città, la strategia di Monderman ha ridotto il numero di incidenti e di lesioni! Per esempio: a West Palm Beach, in Florida, hanno adottato questa strategia di pianificazione stradale. Ne è risultato un traffico più lento, meno incidenti e una media di tempo di percorrenza più bassa.

Non ci credete? Guardate qui la dimostrazione. Potete anche leggere questi articoli divertenti sul New York Times e su Wired.

La strategia del progetto Shared Space è quindi di creare uno spazio sociale che favorisca l’interazione fra gli utilizzatori, migliorando la qualità dello spazio pubblico e di conseguenza nasce un senso di responsabilità comunitaria! Semplice!  Ma non necessariamente ovvio…

Shared Space è un’altra prova che esistono diverse maniere di reinventare le nostre città, sfruttando lo spazio urbano in modo creativo e conviviale!

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Angeli di Bologna

venerdì, 20 febbraio 2009

angeli_top

Chi rifiuterebbe un ‘’volo di ritorno’’ a casa accompagnato da un angelo?

Dal 2007 sono comparsi su alcune linee di autobus di Bologna dei personaggi alati confortanti. Ogni venerdì sera, gli Angeli alle fermate si offrono di accompagnare le persone sole a casa, raccontano storie e recitano poesie, raccolgono sorrisi e lagnanze, distribuiscono informazioni civiche e turistiche, ascoltano le confidenze. Prestano il loro talento teatrale e dedicano il loro tempo a favorire la coesione sociale, per creare un sentimento di sicurezza e incoraggiare l’utilizzo dei mezzi pubblici alla sera.

L’ideatore di questo bellissimo progetto è Mirco Alboresi, regista e autore del Teatro dei Mignoli. Ha voluto fondare un nuovo teatro di strada con funzione sociale; cosi, gli Angeli sono animatori teatrali con il ruolo di assistenti civici. Combattono in un modo nuovo ed efficiente l’isolamento che c’è tra le persone e il sentimento d’insicurezza. Il teatro diventa quindi strumento di coesione sociale, d’informazione e d’integrazione (diversi angeli sono di altre culture).

I volontari-angeli seguono un corso di formazione che si divide tra l’animazione teatrale e la mediazione dei conflitti. Poi, il venerdì sera, si rimettono le ali e compaiono in gruppi alle fermate di via Rizzone, pronti all’improvisazzione!

LE CARATTERISTICHE DI UN BUON ANGELO:angelessa3

1) Disponibilità almeno di una serata (venerdì) al mese per l’attività
2) Predisposizione ai contatti sociali e all’interazione
3) Capacità di ascolto (angeli ascoltatori, intervistatori) o teatrali (letture, interpretazioni, performance)
4) Maggiore età
5) Nessun precedente penale.

Angeli alle fermate è un’iniziativa sostenuta dal settore delle politiche giovanili del comune di Bologna. Per conoscere altre attività promosse dagli Angeli, potete ascoltare l’intervista radiofonica di Mirco Alberesi, ovvero AngelMir,  su FlashMusica.

Tutti dovrebbero avere, ma anche essere, un angelo… e non solo alle fermate dell’autobus!

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Proiezioni senz’auto

giovedì, 19 febbraio 2009

A proposito di città senza macchine… ne approfittiamo per segnalarvi proiezioni questa fine settimane allo Spazio Oberdan, viale Vittorio Veneto 2 (metropolitana Porta Venezia). 2 classici dell’ecoattivismo:

Venerdi 20 febbraio alle 19:00 – Cars or people, Canada, 1963, 27’.

La crescità incontrollata del numero di auto in circolazione nelle nostre metropoli le ha rese luoghi sempre meno a misura di pedone e di bambino. In che modo possiamo rendere le città di nuovo accessibile per l’incontro e l’incrocio fra le persone? 

Domenica 22 febbraio alle 17:30 – End of suburbia, Canada, 2004, 78’. (Guardate il trailer)

Dalla crisi della città diffusa, fondata sull’ipermobilità e sulla segregazione delle funzioni commerciali, lavorative, abitative e ricreative, al Nuovo Urbanesimo post-automobilistico. 


end-of-suburbia

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Le città senz’auto non sono un’utopia

giovedì, 19 febbraio 2009

Ci sono 76 proprietari di macchine ogni 100 abitanti a Roma.

63 ogni 100 a Milano.

36 ogni 100 a Londra.

E solo 13 ogni 100 a Manhattan (NY)!

Considerando l’alta densità della popolazione nelle città italiane, e quindi lo spazio disponibile ridotto, sarebbe logico voler ridurre il numero di automobili per migliorare la qualità della vita in città. Pensate un po’: in termini di spazio, le 820 mila auto di proprietà dei residenti milanesi addizionati alle 800 mila che arrivano in città ogni giorno occupano una superficie equivalente a 2.250 campi da calcio, sacrificati ironicamente all’immobilismo!!!  Un’auto occupa in media 10mq: per farvi un’idea più concreta, guardate l’inizativa dell’ingeniere austriaco Hermann Knoflacher. Dal 1975, con la sua gehzeug, ovvero ‘’camminamobile’’, occupa da pedone lo stesso spazio di una macchina per illustrare la potenzialità spaziale di zone urbane senza auto e per protestare contro la preminenza dell’automobile nelle città… 

 camminomobile-lunga

Tutti noi apprezziamo il verde e la quiete dei parchi e della natura. Perché non trasformare le nostre città in grandi parchi percorsi da piste ciclabili, sentieri e prati? Numerosi sarebbero i vantaggi: aria più pulita, diminuzione dell’inquinamento sonoro, miglioramento della salute, ecc.    

Ci sono tanti esempi di città a basso tasso di motorizzazione che hanno fatto delle scelte in questo senso, riducendo lo spazio di parcheggio per scoraggiare l’uso dell’auto, favorizzando  gli insediamenti densi per ridurre le distanze da percorrere, integrando funzioni residenziali, commerciali, terziarie e ricreative nello stesso quartiere, migliorando i mezzi di trasporto pubblico e mettendo a disposizione servizi di car-sharing, biciclette, vetture e motorini elettrici, ecc. Da Amsterdam ad Amburgo, passando per Dongtan (Cina), Curitiba (Brasile) e Tokyo, cittadini e politici ripensano il loro ambiente. Un tema che approfondiremo nelle prossime settimane…

Nel fratempo, tutta Milano si prepara per l’Expo 2015. Lunedì scorso, CriticalCity ha assistito a un incontro di Legambiente sul tema delle città senz’auto. Hanno fatto la proposta seguente, che risulta essere molto logica quando ci si pensa: ‘’ l’Expo sia un evento a basso tasso di motorizzazione, dove i visitatori si muovano no-cars-piccola2senz’auto e in cui l’area destinata ai padiglioni venga convertita dopo l’evento nel primo nuovo quartiere italiano completamente carfree.’’

Siamo d’accordo: bisogna innovare, bisogna esprimersi e assumersi i propri doveri di cittadini per creare città che siano più sostenibili e più piacevoli da vivere. Perché non approfittare di questa occasione?

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Parcheggi per senzatetto

mercoledì, 18 febbraio 2009

 

empty-parking-lungaLe città sono piene di strutture che non sono utilizzate al pieno delle loro potenzialità, sopratutto di notte. Spazi che rimangono vuoti, abbandonati, silenziosi. E - sempre di notte - paradossalmente c’è gente che vaga per le città, senza un luogo per dormire, senza un tetto sopra la testa.  Perché non provare a far incontrare queste potenzialità inespresse e queste esigenze?

A Boston, negli Stati Uniti, l’Office for Unsolicited Architecture (OUA) ha fatto una proposta molto originale proprio per riconvertire questi spazi spopolati ed accontentare queste persone. Un gruppo di studenti del MIT (Massachussets Institute of Technology) ha cominciato ad utilizzare i grandi parcheggi urbani per offrire accoglienza ai senzatetto con camper e roulotte. Addirittura durante il giorno, i camper vengono spostati in un luogo che serve da indirizzo postale per i loro “residenti”. Il progetto Free ParkInn ridistribuisce così strutture inutilizzate a chi ne ha bisogno, con un sistema flessibile di pieno utilizzo degli spazi urbani. Un bel esempio di riappropriazzione e riconversione degli spazi per l’integrazione! 

ur-parking-piccola

L’OUA è stato fondato nel 2007 di una collaborazione tra studenti del MIT e del Nederlands Architecture Institute.  La “unsolicited architecture” (in italiano “architettura non richiesta”) propone un metodo alternativo di progettazione:

  1. trovare un  nuovo territorio
  2. non pensare a clienti, budget e programmi
  3. concentrarsi sull’oggetto architettonico, il piano di marketing e un piano finanziario
  4. riflettere
  5. agire

 

Procedendo in questo modo si aprono nuove opportunità per integrare l’architettura con progetti concreti e ad alto impatto sociale, come nel caso del Free ParkInn di Boston.  

Per saperne di più: Volume magazine

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